Jessica Bertolini: vittima del marito o della sua famiglia?

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Oggigiorno di casi complicati e contrastanti ve ne sono, ma quello di Jessica Bertolini e suo marito Alessandro Predieri è davvero eclatante. Due versioni completamente opposte: quella della famiglia di lei che accusa il ventinovenne di plagio psicologico e fisico, di riduzione in schiavitù, di istigazione al suicidio e violenza reiterata nei confronti della figlia, e la versione di Jessica, parte lesa secondo i familiari, che invece difende a spada tratta il marito. La relazione tra i due ragazzi nasce nel 2009, quando Jessica era ancora minorenne (16 anni per l’esattezza). Pochi mesi dopo la giovane venne ricoverata d’urgenza in ospedale a causa di un tentato suicidio dovuto all’ingestione di diversi farmaci. Secondo la famiglia Bertolini l’episodio ha dato il via a quella trappola infernale in cui è caduta la figlia da sette anni a questa parte. I genitori, con il supporto di familiari e testimoni, accusano il genero di manipolazione psicologica e violenze fisiche su Jessica. In questa intricata vicenda, infatti, sono intervenuti diversi personaggi che hanno appesantito la posizione del ragazzo: oltre al fratello di Jessica, Simone, che sostiene di aver visto episodi di dubbia normalità (quali cicatrici sul braccio della sorella, averla vista indossare un collare ortopedico probabilmente a seguito di un trauma e, a detta sua, in stato di apparente schiavitù fuori un supermercato mentre portava delle buste della spesa), si aggiungono gli zii della ragazza, con i quali lei è andata a vivere per un certo periodo di tempo, che hanno dichiarato di aver riscontrato dei segni di violenze fisiche sul corpo della giovane; lo stesso vale per la proprietaria di casa, dove i giovani inizialmente convivevano prima delle nozze, che ha avvalorato quanto dichiarato dai parenti, e infine vi è stata la testimonianza di una ex ragazza del Predieri, Chiara (nome fittizio per tutelare la privacy) che, come altra parte lesa insieme a Jessica, si è costituita parte civile al processo rilasciando delle dichiarazioni e delle accuse pesanti, anche alle telecamere della nota trasmissione Chi l’ha Visto?, in cui ha denunciato una lista di orrori e di divieti che ha dovuto subire quando aveva una relazione con il giovane. Ma perché è così intricato questo caso? Perché è così anomalo? Il caso è anomalo perché Jessica, moglie di Alessandro e ripetiamo secondo i familiari anche lei parte lesa, dichiara con fermezza, sicurezza e lucidità l’innocenza del marito. Ospite anche lei nella trasmissione di Federica Sciarelli, ha avuto l’opportunità, come è giusto che sia, di dare la sua versione dei fatti. Per prima cosa la giovane ha sottolineato un’irregolarità, durante questo periodo di indagini e interrogatori, per non essere stata ascoltata pur figurando nel processo come presunta parte lesa; in secondo luogo ha obiettato, in maniera molto decisa, dando delle spiegazioni a tutte le presunte accuse mosse contro Alessandro: il tentato suicidio sarebbe stato, secondo lei, un gesto dimostrativo perché esasperata dal divieto che i genitori le imponevano affinché non vedesse più Predieri, il collare ortopedico lo ha dovuto portare in seguito ad una caduta in bicicletta, la testimonianza della ex di sua marito potrebbe essere dettata da un’invidia covata dalla ragazza che ai tempi venne lasciata dal giovane e le accuse mosse dai genitori, che lei incolpa di violenze perché sostiene di essere stata picchiata più volte dal padre, deriverebbero da una non accettazione di questi per un testamento, che le è stato nascosto, in cui il nonno lasciava una sostanziale eredità ai nipoti scavalcando i genitori. In tutto questo, Jessica Bertolini, ha scritto di suo pugno un memoriale che è stato depositato in tribunale. All’interno di questa esposizione scritta la ragazza allude ad una sorta di complotto che, non solo genitori, ma anche personaggi esterni tra cui medici e poliziotti, hanno ordito contro di lei e Alessandro. A questo memoriale è stata allegata, da parte dei difensori di Predieri e della Bertolini, una consulenza psichiatrica effettuata da un medico esperto in dipendenze affettive, il Dott. Michele Sanza (Direttore Unità Operativa Dipendenze Patologiche Azienda Usl di Cesena), in cui si dichiara che: “Jessica non è persona influenzata, né influenzabile, e capace di intendere e volere”. Un caso davvero complicato, in cui sono tante le domande che sorgono spontanee e che soprattutto lasciano aperto, prima del processo che inizierà il prossimo luglio, uno scenario molto contrastante e contraddittorio. Jessica è davvero vittima di un complotto o è succube di un uomo con un altissimo potere di manipolazione? Chi è realmente Alessandro Predieri? È il diavolo dipinto dai familiari di Jessica e dalla testimone o è l’acqua santa come sostiene sua moglie? Siamo certi che la Giustizia farà il suo onesto corso donando luce a questa ingarbugliata vicenda.

di Livia Ciatti


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