Chi ha ucciso Chicca Loffredo? 4 volti per un delitto

A Napoli è iniziato stamattina il processo d’appello per l’omicidio di Chicca Loffredo, per il quale in primo grado è stato condannato all’ergastolo Raimondo Caputo. CN ha deciso di rileggere le carte dell’Assise, perché ci sono cose che non ci convincono.

Breve riassunto. Alle 11,30 del 24 giugno 2014 Fortuna Loffredo detta Chicca – 6 anni- entra a casa della nonna della sua migliore amica, Dora, al settimo piano del palazzo all’isolato C di Parco Verde (Caivano), per giocare con lei. In casa ci sono Marianna Fabozzi (madre di Dora), il suo compagno Raimondo Caputo, due figlie di lei. Chicca però si lamenta che le scarpe nuove le fanno male e dice che scende a casa sua, al sesto, a cambiarsele. Dopo un po’, le urla dalla strada avvisano tutto il palazzo che è precipitata al suolo. Dora ha raccontato che Caputo ha seguito Chicca mentre usciva dall’appartamento, l’ha portata sul terrazzo dell’ottavo, ha provato ad abusare di lei e, respinto, l’ha scaraventata nel vuoto, 24 metri verso la morte. Poi però dice anche che non ha visto, ha solo sentito. Questo è  quanto. Le testimoni chiave del processo d’Assise sono proprio due delle tre figlie di Marianna, che hanno accusato Raimondo di abusi sessuali su di loro e su Chicca. Caputo insomma è spacciato: comunque, ha ammesso di aver molestato solo Dora. Accusa invece del delitto Marianna.

Il processo d’Assise ha parlato chiaro: Raimondo Caputo, pregiudicato, ha preso l’ergastolo per aver ucciso Chicca e 14 anni per le violenze sessuali. E la stessa Fabozzi, che non ha minimamente impedito queste violenze, si è presa 10 anni di carcere. Questa è la sentenza del luglio 2017. Se però pensate che sia tutto chiaro, sbagliate. La morte di Chicca ha altri 3 volti e non sappiamo ancora qual è quello giusto. Per saperlo dobbiamo muoverci in quello che, dal 24 giugno 2014, è il palazzo dei veleni.


E’ stato Claudio Luongo?

Pietro Loffredo, padre di Chicca, pregiudicato, accusa del delitto Claudio Luongo, ex compagno di Mimma Guardato, madre di Chicca. Pietro e Mimma hanno fatto due figli insieme, Claudio e Mimma uno. Le loro famiglie sono in pessimi rapporti.

Punto uno. Luongo dice che stava in cortile al momento della caduta. È da lì che chiama Mimma (delicato eufemismo: la insulta a voce alta, per farla affacciare). In diversi lo vedono sbucare gridando da lontano, da sotto i porticati, da una posizione laterale.

Punto due: un teste colloca invece Luongo all’ottavo piano, dove abita con la madre. Secondo Loffredo, Luongo avrebbe ucciso Chicca per vendicarsi della fine della storia con Mimma. Va tenuto conto che Loffredo detesta Luongo.

Punto tre: Luongo frequentava casa di Mimma prima che si trasferisse a Caivano, per l’ovvio motivo che avevano un figlio, anche se lei comunque ora stava con un altro.


E’ stata Rachele Di Domenico?

E’ la madre di Claudio Luongo. Ripete che non si è mai mossa dalla finestra delle scale all’ottavo piano, dove stava a prendere il fresco. Che non ha visto nulla. Poi, quando sentì il casino, scese al settimo, si sentì male e fu soccorsa da Caputo e Fabozzi con acqua e zucchero.

Punto uno. Mariarca, sorella di Mimma, racconta che quando ha sentito che era successo qualcosa, s’è precipitata per le scale col nipotino. Chi ti incrocia, tra il terzo e il quinto piano? Rachele. Ricorda anche di averle affidato il bambino, di cui del resto Rachele era la nonna. Come mai stava già risalendo, subito dopo il delitto? Se ci pensiamo bene, però, è proprio il vedere Rachele diversi piani più sotto che la allontana dall’ottavo da cui è volata Chicca.

 Punto due. Se la bambina è caduta dal terrazzo dell’ottavo e lei stava alla finestra a prendere il fresco, Chicca è praticamente precipitata davanti a lei. Come è possibile che non ha visto nulla?

 Punto tre. Rachele è smentita da Pasquale Erbato, che abita allo stesso piano, ed era seduto in strada al momento del delitto: dice che la Di Domenico non l’ha vista seduta lì. La donna è smentita anche da un’ intercettazione, in cui racconta all’amica Adele che era dentro casa quando sentì le grida della gente: e si affacciò pensando fosse successo qualcosa ad Alessio, suo nipote.

Punto quattro. E spiegazione. In un’intercettazione con Claudio Luongo, suo figlio, del 2 luglio 2014, Rachele parla di aver trovato e buttato una scarpetta. Può essere solo quella di Chicca: quando è in fin di vita, sul marciapiede, ne indossa una sola. E dunque, sì: Rachele sta dentro casa, sente il casino, capisce che è caduta Chicca. Allora, che fa? Dice di essere stata accanto alla finestra per scagionare il figlio da eventuali sospetti, anche perché lui, Claudio, era in pessimi rapporti proprio con Mimma, dopo che s’erano mollati.  Trova la scarpa, sente che si comincia a dire che la terrazza è coinvolta, che Chicca è caduta da lì. Vuole allontanare i sospetti dalla terrazza, di cui Claudio ha le chiavi e che quella mattina ha aperto di sicuro, per prendere la bici. Pensateci bene: buttare la scarpetella ha senso, per Rachele, solo se l’ha trovata sul terrazzo. Se la trovava al terzo, che gliene sarebbe importato? Buttarla significa evitare guai possibili al figlio.


 È stata Marianna Fabozzi?

Marianna Fabozzi, detta ‘a pazza. Cambia spesso casa. Non si ricorda che scuole ha fatto e le date di nascita dei figli. Ne ha avuti tre da una precedente relazione (forse la terza è però di Caputo), con cui stava dal 2010. Mimma, madre di Chicca, la accusa dell’omicidio. Una settimana prima tra le due donne c’è stata una grossa lite. Marianna ha negato a lungo che Chicca fosse entrata a casa sua quella mattina. L’anno prima (il 27 aprile 2013) uno dei suoi figli, Antonio Giglio, è precipitato da una finestra dello stesso appartamento. Sia Antonio che Chicca sono atterrati senza una scarpina.

Punto uno. La Fabozzi dice che non s’è mossa da casa ed è scesa al piano di sotto, al sesto, solo quando Caputo, risalendo, le detto che era successo qualcosa a Chicca. Caputo, ricordiamocelo, sostiene che era giù al portone al momento del delitto.

Punto due. Mariarca Guardato, altra sorella di Mimma, scendendo per vedere cos’era successo, al sesto piano, incontra appunto la Fabozzi e Caputo. E fin qui torna. Loro però le dicono una cosa a cui Mariarca sul momento non fa caso, ma che fa pensare: “Chicca è caduta”. Come fanno a saperlo, se dalle finestre loro non si vede nemmeno la strada su cui è caduta la bambina? Ma, se è vero che Caputo sta risalendo dalla strada, si spiega facilmente.

Punto tre. Due bambini cadono, dallo stesso palazzo. Uno è figlio della Fabozzi, l’altra cade dopo essere stata a casa sua. A entrambi i cadaveri manca una scarpetta. Che vuol dire?

Nella prossima puntata vedremo se la tesi che l’assassino è Caputo regge, oppure no.

di Fabio Sanvitale