Enrico Sini Luzi, il Gentiluomo di Sua Santità

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Quartiere Prati

Roma, 4 gennaio 1998.

Domenica 4 gennaio 1998, il corpo di Enrico Sini Luzi viene ritrovato privo di vita, con il cranio fracassato, nella sua abitazione romana: così recitavano i primi elementi emersi dall’autopsia eseguita all’epoca dalla dottoressa Del Vecchio, mentre i magistrati titolari dell’inchiesta – il procuratore aggiunto Italo Ormanni e il sostituto Giovanni Salvi – avevano affidato anche le perizie ematologica e chimica per appurare se oltre al sangue della vittima nell’appartamento vi fossero tracce ematiche riconducibili all’assassino e per verificare eventuali segni di un rapporto sessuale. I magistrati affidarono ad un perito anche l’esame del Dna della vittima.

Sulle braccia dell’uomo furono trovati segni di nastro adesivo strappato. L’appartamento fu trovato completamente a soqquadro. Secondo le prime investigazioni, nessuno dei vicini della vittima avrebbe visto entrare o uscire qualcuno dall’appartamento di Viale Angelico, nel quartiere Prati di Roma, in quella domenica di gennaio. Di sicuro, Enrico Sini Luzi era vivo nel pomeriggio di quel giorno: nelle prime ore fu visto mentre passeggiava insieme con il cane verso le 16, e un amico gli aveva parlato al telefono: a questo amico, Enrico Sini Luzi aveva detto di essere stato invitato a casa di un amico per la sera del 5 gennaio. Nell’immediato i carabinieri ascoltarono una decina di persone per ottenere maggiori informazioni sulla vita privata dell’uomo. Furono ascoltati i due fratelli e un nipote, alcuni amici e i proprietari del pub che Sini Luzi frequentava.

Enrico Sini Luzi non era un omosessuale dichiarato.

Era un uomo socievole, irreprensibile, disponibile, generoso. È questo il ritratto che emerse dalle prime testimonianze raccolte: il ritratto di una persona molto discreta e riservata, benestante, che abitava in un appartamento molto elegante e che apparteneva a una facoltosa famiglia di Vetralla. Nell’aprile 1989 Enrico Sini Luzi era stato nominato “Gentiluomo di Sua Santità”.

Per modalità di uccisione, ritrovamento della casa a soqquadro e altri elementi simili, il delitto di Enrico Sini Luzi, il Gentiluomo di Sua Santità, rimandò subito non soltanto al caso dell’omicidio del conte Alvise di Robilant, ma anche a quello del professore americano Louis Inturrisi, di 56 anni, ucciso a Roma nell’agosto 1997.


 

 


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