Yara Gambirasio, ultime notizie: è caccia al parente biologico dell’assassino

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YaraIn questi giorni gli inquirenti che si occupano dell’omicidio di Yara Gambirasio hanno disposto 400 test del Dna prevalentemente raccolti tra i frequentatori della palestra, nella sfera dei conoscenti e tra i lavoratori di alcuni cantieri. A questi profili Dna si deve sommare il centinaio di tracce genetiche che erano gia’ state ottenute dagli investigatori nei primi tre mesi d’indagine, a cavallo tra fine novembre 2010 e fine febbraio 2011.

La pista che conduce all’assassino o agli assassini di Yara Gambirasio parte dal campo di Chignolo d’Isola in cui e’ stato trovato il corpo della tredicenne di Brembate Sopra, passa – dunque – per le provette delle indagini scientifiche dei reparti specializzati di Sco e Ris e, secondo le ultime indiscrezioni investigative, potrebbe portare, se non al mostro, quantomeno ai suoi parenti biologici, ovvero ai famigliari. Ai parenti biologici dell’assassino.

Tra gli obiettivi degli inquirenti e delle recenti indagini genetiche, ci sarebbe l’identificazione di un possibile consanguineo dell’uomo e della donna che hanno lasciato il loro Dna sui guanti di Yara.

”Questo nell’ipotesi che il dna isolato sui guanti di Yara sia quello dell’assassino – ha sempre detto il magistrato che coordina le indagini, Letizia Ruggeri, che oggi si e’ lamentata delle ‘troppe invenzioni giornalistiche di questi giorni’ – perche’ in caso contrario troveremmo soltanto un uomo legato a quel profilo, ma estraneo ai fatti”.

Ecco le considerazioni di un esperto e di un investigatore:

”Da un Dna completo e leggibile – spiega un esperto – si possono ricavare informazioni straordinarie. Piu’ tempo si ha a disposizione per lavorare i campioni, piu’ cose si possono sapere sul proprietario e piu’ e’ alta l’attendibilita’ dei risultati”.

“In sostanza – prosegue l’esperto – due dna al computer si comparano in un minuto (ma ovviamente c’e’ un lavoro preparatorio a monte), quelli di genitori e figli in un’ora e quelli di parenti meno diretti con molto piu’ lavoro”. ”Si potrebbero sapere anche il colore degli occhi e il tipo dei capelli – prosegue il ricercatore – ma questi esami hanno percentuali di attendibilita’ meno alte e quindi per il momento non vengono usati nelle ricerche medico-legali”.

Probabile pero’ che gli investigatori abbiano saputo subito se i dna trovati su Yara sono di un caucasico o, per esempio, di un nordafricano.

“Tutto poi pero’ dev’essere contestualizzato con gli elementi certi in possesso, come testimonianze e tabulati – ammonisce un investigatore – altrimenti si rischia di commettere grossi errori”.

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