La vera storia di Sweeney Todd: il barbiere demoniaco di Fleet Street. Seconda parte

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sweeney todddi Andrea Minotti direzione@calasandra.it

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(LEGGI LA PRIMA PARTE) …Sweeney Todd, al secolo Benjamin Barker, dispone la bottega in modo da accogliere i clienti per poi derubarli. Nel suo primo giorno di apertura, il futuro serial killer pone un cartello fuori dal negozio, per cercar di attirare i suoi primi malcapitati clienti: “rasatura semplice per un penny, solo da me troverete questa tariffa”.

 

La bottega confina con una chiesa e, nei suoi sotterranei, ha una fitta rete di cunicoli… proprio l’ideale per nascondere i clienti a cui toglierà la vita. L’arredamento lascia alquanto a desiderare: nella stanza c’è un bancone in legno sempre impolverato con sopra gli attrezzi del mestiere, qualche candela che illumina l’ambiente e una sedia da barbiere posizionata sopra un buco scavato precedentemente al centro del negozio, con sopra un pannello mobile. Il meccanismo funziona benissimo: una volta seduto il cliente, il peso del corpo appoggiato sullo schienale crea una rotazione del pannello che scaraventa il malcapitato nel cunicolo sottostante, dove Sweeney può “operare” senza rischi.

Il barbiere non uccide solo per denaro, ma spesso anche per rabbia a seguito di discussioni di vario genere. E non lo fa da solo, ma con una compagna altrettanto folle: si tratta di Margery Lovett, una vedova tutt’altro che bella, che tuttavia riesce a conquistare e a diventare l’amante segreta di Sweeney. Lui fa il lavoro più “sporco” e lei, con i soldi rubati ai mal capitati, si dedica allo shopping.

Margery apre anche una panetteria, molto rinomata nella Londra dell’epoca: ogni giorno, verso mezzogiorno, la gente vi si accalca per comprare i famosi pasticci di “vitello”, non sapendo che al posto del “vitello” porterà a tavola tenerissima carne umana, accuratamente scelta tra le vittime di Sweeney. Le ossa, gli organi, la pelle e tutti gli scarti vengono invece nascosti tra le ossa delle catacombe sotto la chiesa adiacente alla bottega.

Sweeney e Margery, la coppia diabolica, sembrerebbero destinati a creare un impero, ma fortunatamente a tutto c’è un limite. L’odore di putridume dei resti delle vittime comincia infatti ad assalire i fedeli della chiesa che, allarmati, chiamano il Dipartimento della Salute londinese, facendo partire le indagini.

Ecco latraduzione della frase con cui il prete denuncia il fetore alle autorità:

 

” Durante l’omelia ero obbligato a coprirmi il naso con un fazzoletto profumato per la forte puzza, cercavo di attenuare quell’odore mefitico, anche tutte le persone che seguivano la messa erano costrette a farlo, ma la chiesa era ormai appestata”.

 

Iniziano quindi le ispezioni in tutto il quartiere, in lungo ed in largo, ma non appena l’ispettore Blunt e i suoi colleghi cominciano a perlustrare i cunicoli sotto la chiesa si trovano davanti a una scena raccapricciante:

 

“C’erano resti umani decomposti, impilati uno sull’altro fin quasi al soffitto. Accanto ad essi, giacevano parti di scheletri con brandelli di carne ancora attaccati. Teste nelle stesse condizioni, erano sparse tutto intorno”.

 

Seguendo le impronte insanguinate, l’ispettore Richard Blunt riesce a identificare l’autore di quel massacro con il barbiere, e lo collega anche alla panetteria. Ormai la storia è chiara. Per avere prove schiaccianti, Sir Blunt perquisisce la casa di Todd e vi trova gioielli e vestiti con le iniziali del nome delle vittime.

 

Nel 1801 inizia il processo. Dopo pochi mesi Margery Lovett, sicura di una condanna a morte, si avvelena nella sua cella dopo aver confessato tutti i suoi crimini.

Il 25 gennaio del 1802, davanti a migliaia di persone, Sweeney Todd viene impiccato. Finisce così la storia del barbiere demoniaco di Londra. La sua leggenda, invece, è appena cominciata.

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Leggi anche:

LA VERA STORIA DI SWEENEY TODD: IL BARBIERE DEMONIACO DI FLEET STREET. PRIMA PARTE


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  • Giulio Taneschia

    Ricostruzione apprezzabile. A proposito di serial killer, in Piemonte, a San Giorgio Canavese, abbiamo Giorgio Orsolano (impiccato nel 1835) il quale dichiarò di avere confezionato dei salami con la carne delle sue tre giovanissime vittime. Lo spettacolo per burattini di Gualberto Niemen intitolato “La Jena di San Giorgio” immagina che Orsolano, macellaio, abbia un negozio con una trappola per catturare e far cadere in cantina le giovani clienti che saranno poi uccise, spolpate e trasformate in salumi. La leggenda di Orsolano è ancora molto nota in Canavese.