Cavigliera anti-stalker: al via la sperimentazione in Italia

Stai a vedere che il futuro arriva anche qui. La sperimentazione della cavigliera anti-stalker inizia questo mese. Ci sono i soldi, c’è la tecnologia, ci sono le venticinque coppie volontarie (si tratta pur sempre di un esperimento) che testeranno il dispositivo che in Spagna, ad esempio, ha fatto faville.

L’idea è semplice: prendi l’uomo che fa il persecutore, gli applichi il congegno e lo tieni al guinzaglio satellitare. Un gps segnala le sue mosse ovunque vada, tramite un trasmettitore-ricevitore che l’uomo deve sempre portare con sè; ed è evidente che come metodo è abbastanza imbarazzante per chi si è meritato di indossarlo. Un altro trasmettitore-ricevitore è in dotazione alla vittima. Se l’uomo si avvicina a meno di quanto stabilito nell’ordinanza restrittiva spesso imposta dal giudice (uno spazio di sicurezza che non può essere violato), i due dispositivi suonano contemporaneamente. Tempo 90 secondi e l’eccessivo avvicinamento viene segnalato. E si accende una lucetta rossa nella centrale di controllo Telecom, che attiva subito le forze dell’ordine. Lo spazio minimo è quello di due km, il che vuol dire che se l’uomo si porta (magari anche involontariamente) entro due km dalla donna, questo suo movimento viene segnalato a tutti. La donna può usare il dispositivo per segnalare alla sala di controllo una situazione di allarme. Una soluzione, insomma, che consentirà alla vittima di stare tranquilla in attesa del processo, sapendo che dal cielo c’è un satellite invisibile che la segue e, soprattutto, segue l’uomo.

E’ toccato alla Magistratura individuare le venticinque coppie che hanno accettato di sottoporsi a questo test, che servirà per capire punti di forza e di debolezza del sistema. L’esperimento durerà un anno; poi si tireranno le somme e, se tutto è filato liscio, questo oggettino diventerà lo spauracchio degli stalker. E darà una bella sicurezza psicologica alla vittima: quale stalker insisterà ad avvicinarsi per picchiare, insultare, minacciare, uccidere, sapendo che quel crimine gli verrà addebitato? Anche per la Polizia si tratta di offrire una forma di sicurezza maggiore rispetto a prima; e non è poco. Infatti, anche tagliando la cavigliera, o manomettendo il gps, scatta comunque un meccanismo di allarme alle forze dell’ordine.

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Il percorso legislativo è stato come sempre lungo: se ne parlava almeno dal 2000, quando Enzo Bianco era ministro. All’epoca parlare di stalking non andava ancora di moda e si pensava di partire con una sperimentazione su alcune centinaia di detenuti. Non si arrivò nemmeno al quarto: la faccenda si sgonfiò subito e tutti i dispositivi finirono col fare la muffa in qualche scantinato romano. Risultato: soldi buttati e la diffusa convinzione che non servissero a niente, quando invece non erano nemmeno stati testati. Nel frattempo, e già dal 1989, inglesi e scozzesi applicavano il braccialetto a 25.000 detenuti minori, sgonfiando le carceri e facendo risparmiare soldi alla collettività (un dispositivo costa chiaramente meno di un detenuto). Quindi era solo da noi che non funzionava, la faccenda.

Torniamo a oggi. Da un punto di vista tecnico, di procedura penale, la cavigliera sarà una misura cautelare che verrà applicata in attesa del processo, che come sappiamo in Italia non è celere. Una misura cautelare che evita al persecutore misure più gravi: gli arresti domiciliari o il carcere.  Poi c’è il processo e la sentenza, ma quella è un’altra storia.

In altri paesi (Inghilterra e Scozia, dicevamo, ma anche Usa, Portogallo, Messico, Francia, Spagna, Olanda) la cavigliera è operativa da un po’. Paesi in cui viene usata per monitorare i tifosi sottoposti a Daspo (Olanda) e addirittura anche all’interno delle carceri, per evitare che vengano in contatto soggetti che è meglio stiano lontani. E’ proprio la Spagna quella che fa sperare più di tutti. Tuttavia, le cose non stanno come hanno scritto frettolosamente diversi giornali: non è che dal 2009 ad oggi la cavigliera magica ha azzerato gli omicidi da stalking. Le donne continuano ad essere uccise, in Spagna, ma certo i 756 uomini che attualmente portano il dispositivo non sono stati responsabili di questi delitti, che avrebbero potuto essere di più. Quindi la cavigliera è un dissuasore efficace. Ma che non basta: ci vorrebbe la prevenzione, anzitutto, per non arrivare comunque dopo. Ma questo è un altro discorso.

di Fabio Sanvitale