Bici rubate: ecco come sopravvivere ai ladri di biciclette

C’è una scena di quel film famoso di De Sica in cui padre e figlio vanno a cercare la bici rubata al mercato di Piazza Vittorio, a Roma. Era il dopoguerra. Il mercato non c’è più, ma i ladri di biciclette sono tornati. D’altronde, se la benzina aumenta e gli italiani su due ruote pure, si vedono in giro bici che costano molte ma molte carte da 100: ed ecco che i ladri se ne sono accorti. Anche perché la bici va di moda e c’è chi la ama così tanto da comprare modelli che valgono migliaia di euro.

Come giustamente dicono alla “Federazione degli amici della bici” è impossibile sapere quanti siano i ciclisti e quindi il parco biciclette in Italia e il fatto di vederne di più in giro non significa che la bici abbia sfondato come ci si attendeva. Tuttavia si usa di più: e quindi si ruba di più.

biciclette1--400x300A fare la denuncia sono in pochi. In compenso, siamo nel XXI secolo: per ricettare c’è internet. La bici rubata finisce in poche ore su siti tipo www.proday2kolesa.com. e  www.wellsbike.com (controlla che vendano effettivamente bici on line!). Il primo è un sito ucraino, la versione aggiornata di Piazza Vittorio. Ora, immaginatevi il bordello che dovrebbe fare la Polizia per recuperare la vostra bici, se fosse in Ucraina. Ci vorrebbe una rogatoria internazionale, manco avessero rubato un Tir. E anche se lo facessero, notano su La Stampa, “Kiev non risponderebbe mai, non c’è targa, si tratta di un bene mobile non identificabile”. Qualche commerciante prova a ridurre il danno ricomprando le sue stesse biciclette. Così – hai visto mai Kiev rispondesse davvero – rischia una denuncia per ricettazione. Alleluja.

Ma probabilmente la maggior parte delle bici non va così lontana. E’ solo il sito ad essere basato in Ucraina, la vostra bici è qui, nascosta, in attesa che qualcuno la compri on line, a prezzi troppo bassi, senza sapere che è rubata. In Germania non stanno meglio, intendiamoci. Nel 2014 le assicurazioni hanno dovuto sborsare 100 milioni di euro ai tedeschi per le loro bici rubate. Significa che il valore della merce sparita è di molto, molto superiore, calcolando che ogni assicurato ha ripreso in media 500 euro. In tutto, parliamo di 340.000 biciclette rubate, di cui il 10% scarso è stato ritrovato.

Ma le cose si muovono. Il sito www.rubbici.it contiene avvisi di bici rubate, sospette, ritrovate. A Torino la Polizia Municipale ha creato un progetto: “Ladri di biciclette”. Agenti specializzati proprio in bici rubate, che usano anche Facebook per ricevere segnalazioni e comunicare coi torinesi.

00578402Certo, ci sono ladri che vanno oltre l’immaginabile: in Friuli, alcuni ciclisti si sono visti affiancare da furgoni al termine di una salita e costretti ad accostare. Quelli che sono scesi avevano il coltello in mano e si sono portati via la bicicletta. Episodi limite, ok. Ma i ladri se ne intendono davvero di quel che rubano? Non sempre. Certo, ormai colpiscono anche in garage (e sai che ci vuole a rompere un lucchetto?), ma non sempre delle bici che trovano dentro prendono quella che vale di più. Non ci sono solo quelli organizzati come i friulani, ci sono anche quelli che si fanno ingannare dagli accessori, da quanto sembra costosa la bici. Che continuano a pedalare mesi dopo vicino al posto del furto. Che si fanno sgamare. Insomma, non sempre sono intenditori. Ma danno ne fanno, certo.

Ovviamente non si ruba solo nelle abitazioni private ma anche nei negozi, magari sfondando la vetrata con un furgone. Hanno cominciato là dove l’abitudine delle due ruote è più radicata, al nord. Lì sono state individuate dai Carabinieri bande di rumeni e slovacchi.

ladri_di_biciclette_800_800Come si fa allora a proteggersi? Un primo consiglio è quello di usare il bloster (il lucchettone a U) e non la catena. Il bloster, infatti, è più spesso e quindi complica la vita al ladro. Uno che queste cose le fa di mestiere racconta su Wired che «Una volta si usava l’azoto liquido. Porta a bassissima temperatura il lucchetto, e quando è ghiaccio – dopo pochi secondi – si frantuma con una botta. Però si trova difficilmente e se ti va sulle mani ti si staccano le dita. Io uso soprattutto il tronchese taglia-bulloni o il seghetto. Il primo devi saperlo usare, bisogna esercitare molta forza, in genere si appoggia uno dei due manici per terra e poi spingi con tutto il corpo sull’altro. Un secondo e apri tutto. Si usa per le catene e i bloster piccoli. Altrimenti c’è il crick delle macchine, che spacca il bloster dilatandolo. Anche con il crick servono non più di due minuti. Il seghetto al carbonio, con l’archetto, lo uso per tagliare i bloster, ma serve di più, circa 10 minuti, quindi si fa solo se la bici è abbastanza appartata».

Tornando a come è legata una bici, cos’altro c’è da dire? Che se volete evitare di giocarvela all’aperto, oltre al bloster metteteci uno di quei cavi che passano per le ruote, come il KryptoFlex.

Oppure potete pensare alla marchiatura, come propone la EasyTrust di Brescia o RegisterBike, con modalità diverse. Codici seriali, etichette, database di bici, sistemi collegati col vostro smartphone: non si può dire che gli antifurto manchino.

E poi c’è Lock8, speciale lucchetto berlinese che comunica via gps la sua posizione e quindi quella della bici, ovunque sia. Ma ne esistono anche di collegabili con l’Iphone.

Insomma: non vi resta che rendere la vita al ladro la più complicata possibile.

di Fabio Sanvitale