Come si combatte la pedofilia? Lo abbiamo chiesto a 5 esperti

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Come si combatte la pedofilia? Il 26 maggio scorso a Roma, al Museo Storico Nazionale dell’Arte Sanitaria a Lungotevere in Sassia, c’è stato un importante convegno sull’argomento. Era promosso dall’Associazione Big Mama e noi di CN c’eravamo per chiedere ai relatori qual è la loro risposta a questa domanda.  Per Vincenzo Mastronardi – psichiatra, psicoterapeuta- e Monica Calderaro  -psicologa, psicografologa-  “ormai la comunità scientifica è in sintonia sul fatto che bisogna agire su un doppio binario per poter sia contrastare il fenomeno, ma anche curare e recuperare sia le vittime che anche gli autori (naturalmente i soggetti recuperabili). È la carta vincente”.

Il Presidente di Penelope Italia e di Gens Nova, Professor Avvocato Antonio La Scala ha idee precise sulle contraddizioni che il nostro Codice Penale contiene sulla pedofilia e su come bisognerebbe intervenire: ne parla in questo video.

Per Gianfranco Piscitelli, penalista -presidente di Penelope Sardegna – è molto importante riconoscere il “Child Grooming”,  una tecnica psicologica utilizzata per l’adescamento di minori in rete.  Cos’è? È il “metodo con cui il potenziale abusante induce il minore vittima, pian piano e subdolamente, a superare la diffidenza verso di lui, attraverso tecniche di manipolazione psicologica. In questa fase l’adescatore si accerta dell’assenza di controllo genitoriale e di una supervisione nell’uso del computer e poi si apre a confidenze personali, chiedendone in cambio e creando un clima di intimità che porta poi a dei “segreti” tra l’abusante e la vittima”. Per Piscitelli sono importanti, a questo punto, genitori, fratelli e sorelle maggiori, insegnanti, perchè “vanno distinti segreti buoni e segreti cattivi: i segreti cattivi sono quelli che ci rendono tristi o ansiosi, che incutono paura. Il minore deve capire che questi segreti non vanno mantenuti e vanno raccontati il prima possibile al genitore, alla maestra. Il minore deve prendere coscienza del fatto che se qualcuno gli ribadisce continuamente che un segreto non va assolutamente rivelato ai genitori, non è certamente più un segreto buono, non è una confidenza tra amici: ma è una cosa fortemente dannosa ed è importantissimo rivelarlo ai genitori”. 

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Il segreto, l’abuso: le conseguenze psicologiche degli abusi  portano il minore a chiudersi. Emanuela Piredda, Psicologa e Psicoterapeuta: “succede perchè li vive con sensi di colpa, chiudendosi  con un senso di vergogna ed evitando quindi di esternarli”.  Ecco perché diventa importantissimo individuare attentamente tutti i sintomi ed i segnali che con parole, disegni e messaggi del corpo il minore abusato trasmette.

di Angelo Barraco


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