Odissea nel pianeta degli scomparsi

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Persone scomparseÈ stata presentata l’11 novembre 2010, al Viminale, dal Sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano e dal Commissario per le Persone Scomparse, il Prefetto Michele Penta, la quinta relazione semestrale sul fenomeno delle persone scomparse.

Questa la fotografia del fenomeno attraverso i dati presentati e diffusi dal Viminale.

Sono 9.336 i minori scomparsi in Italia secondo i dati aggiornati al 30 settembre 2010. In maggioranza si tratta di minori stranieri. Al 30 giugno 2010, infatti, su un totale di 9.122 minori scomparsi, gli italiani risultavano essere 1.587. Nella relazione è indicata anche la serie storica dei dati sulle scomparse di minori: un vistoso aumento delle scomparse nel 2008 (1.127 minori) rispetto agli anni precedenti in cui risultavano meno della metà. Sono 24.111 le persone scomparse e ancora da ritrovare in Italia al 30 settembre 2010: questo dato è in calo rispetto a quello rilevato alla fine del 2009 (25.134). Sono per questo in aumento i ritrovamenti. Illustrando i dati della sua relazione semestrale Penta ha sottolineato l’importanza “di una denuncia immediata che possa far cominciare subito le ricerche. Altrettanto importante è il ritiro della denuncia qualora il congiunto ritornasse a casa”. L’aumento dei ritrovamenti negli ultimi mesi (tra il 31 dicembre 2009 e il 30 giugno 2010) è stato del 12.2%: si tratta di 7.973 persone rintracciate. Non cala, invece, il numero delle persone che volontariamente, o perché vittime di un reato, si allontanano: il totale delle segnalazioni dal 1974 (anno in cui è stato istituito il sistema automatizzato interforze presso il Viminale), in giugno era 96.739 rispetto ai 90.164 della fine del 2009.

La relazione indica complessivamente in 23.766 gli scomparsi ancora da ricercare: di questa parte il 60% – 14.291 – sono stranieri. Le regioni dove il fenomeno assume particolare rilievo sono il Lazio, la Lombardia, la Campania e la Sicilia: le ragioni sono da ricercare innanzitutto nella maggiore densità della popolazione e nell’elevata presenza di cittadini stranieri. La relazione riporta anche un altro dato sconcertante: sono 789, al 20 ottobre 2010, le persone trovate morte e alle quali non si è potuto dare un nome. I cadaveri senza nome. Tra questi, ha sottolineato Penta, “ci sono 134 annegati in mare. Persone alle quali é particolarmente difficile poter dare un nome”. I risultati, specie dopo l’introduzione del Ri.sc (Ricerca scomparsi) sono buoni, ma l’azione investigativa sarebbe migliore potendo contare su una legge apposita, invece “non si capisce perché – ha dichiarato Alfredo Mantovano – il disegno di legge sia fermo in commissione al Senato. Non e’ una responsabilità del Viminale ma del Parlamento”.

 

 


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