Bagnoli: l’ex Italsider e la periferia Ovest chiusa nella morsa della Camorra

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bagnolidi Vinicio Marchetti

Bagnoli nel pugno della Camorra. È fin troppo tempo, ormai, che è ben nota la gravissima pericolosità dell’amianto abbandonato in quella che, fino al 1985, era una delle aziende migliori d’Italia: L’Italsider.  La periferia Ovest di Napoli ne è pregna e la tossicità nell’aria ha, ormai, superato di gran lunga la soglia di guardia. Bagnoli-Futura, l’azienda che si è aggiudicata l’appalto per la bonifica della zona circostante l’ex Eternit, ha rilasciato, a più riprese, dichiarazioni decisamente allarmanti:

«I valori sono almeno 10 volte superiori rispetto a quella ipotizzata con i carotaggi».

Appare anche superfluo aggiungere quanto sia grave la situazione nella periferia Ovest di Napoli. A tal proposito, sono intervenuti anche alcuni ex dipendenti dell’azienda che, in merito alla diatriba nata con l’ex sindaco Rosa Russo Iervolino (all’epoca, quest’ultima, decise che il Comune non dovesse costituirsi come parte civile) hanno rilasciato le seguenti e criptiche dichiarazioni:

«Altro che la prescrizione dei reati sancita dai giudici a Torino. Andavamo a mangiare in mensa con le tute da lavoro addosso: erano inzuppate di polvere d’amianto, ma ci limitavamo a scrollarcela con le mani. Noi non potevamo immaginare quel che ci sarebbe capitato. I padroni forse lo sapevano, come pure qualche sindacalista. Perfino sui tavoli su cui si consumava il pasto c’era amianto: ci poggiavamo sopra il pane, le posate, la frutta, senza mai usare la tovaglia».

Decisamente allarmato, poi, è anche l’attuale presidente di Bagnoli-Futura, il magistrato Omero Ambrogi. Il funzionario ha lamentato i feroci casi di asbestosi che hanno flagellato questa zona. Questa malattia è la diretta conseguenza dell’esposizione all’amianto. «A Bagnoli deve ancora manifestare il suo acme». Ha dichiarato il magistrato.

Non è affatto difficile immaginare quanto possa risultare semplice, in questo marasma generale, un rapido inserimento del Sistema nei lavori di bonifica e nei futuri appalti. Tutta la zona di Bagnoli, infatti, è completamente senza fondi. Bagnoli-Futura è sull’orlo del collasso e lo spettro del fallimento è dietro la porta. La Camorra, a questo punto, avanza con sicurezza la propria criminale candidatura alla vittoria dell’appalto; divenendo, di fatto, indiscussa proprietaria di Bagnoli.

 


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