Camorra, tra i 23 arresti per droga l’ombra di Al Qaeda

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carabinieri

di Vinicio Marchetti

Grandissimo colpo quello eseguito dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Napoli. Un’operazione portata a termine grazie al sostegno della Guardia Civil spagnola. La bellezza di 23 arresti eseguiti tra l’hinterland a nord di Napoli, l’Italia e la Spagna. L’accusa è di associazione a delinquere di stampo camorristico finalizzata al traffico e allo spaccio di stupefacenti. I burattinai che si nascondevano dietro a questo enorme giro che, passando per Marocco e Spagna, finiva per portare in Italia enormi quantità di Hashish e Cocaina, erano i ben noti clan Polverino e Nuvoletta.
Il perno che consentiva questo spaventoso giro criminale tra Spagna e Italia era il maghrebino 34enne Rachid Echemlali Rahmani, soprannominato “Armando”. Quest’ultimo, arrestato 2 giorni fa dalla Guardia Civil. “Armando” era un narcotrafficante di grande spicco, ricercato in tutta Europa. La sua specialità era l’esportazione di enormi quantità di sostanze stupefacenti attraverso lo stretto di Gibilterra.  Il trasporto avveniva attraverso lo scarico in mare aperto dei contenuti, ovviamente, confezionati a dovere per evitare che le infiltrazioni d’acqua ne alterassero il contenuto. Qui entravano in gioco i sub che, indirizzati dai clan camorristici, recuperavano la merce.

Appena ieri, invece, veniva arrestata dai Carabinieri di Marano la polacca Helena Zajac, l’artefice del trasferimento della droga tra la Spagna e l’Italia. La posizione della donna è sicuramente tra le più gravi. Essendo lei, in pratica, il riferimento tra i corrieri della droga e i clan Nuvoletta e Polverino. Helena Zajac, infatti, consentiva ai corrieri polacchi, residenti in Polonia di ottenere vetture dai “doppi fondi” modificate ad opera d’arte nella zona di Marano. Questi ultimi, in seguito, raggiungevano la Spagna, dove avveniva il carico della droga, per poi tornare in Italia a bordo delle auto stesse seguendo itinerari prestabiliti.

attentato_spagnaTra i 23 arrestati, il nome più altisonante, sicuramente, è quello di Rachid Echemlali Rahmani. Un narcotrafficante maghrebino arrestato dalla Guardia Civil spagnola e dai carabinieri di Napoli a Malaga, in Spagna. È molto più di un’accusa, infatti, la concussione con numerosi atti di terrorismo internazionale e, in particolar modo, con Al Qaeda.  Molto probabilmente, Rachid Echemlali Rahmani è stato tra i partecipanti del gravissimo attentato che l’11 marzo 2004, ha sconvolto la Spagna. Le indagini, a questo punto, inducono a ipotizzare un’alleanza tra i narcotrafficanti marocchini residenti in Spagna ed elementi interni ad Al Qaeda. Una “Santa alleanza” che porterebbe introiti economici enormi, gravissimi, sicuramente, in grado di finanziare attentati terroristici simili a quelli dell’11 settembre. Il finanziamento principe, poi, per i narcotrafficanti del Marocco, era proprio quello derivato dai clan di Nuvoletta e Polverino. Stando ai dati offerti dai Carabinieri di Napoli, infatti, Rachid, soprannominato “Armando”, ogni tonnellata di droga acquistata in Marocco veniva pagata 150 mila euro e poi rivenduta al Sistema per 600 mila. Ogni carico fatto in Spagna era di cinque tonnellate, ovvero, un guadagno netto di 2.250.000 euro.

Sicuramente, l’operazione dei carabinieri merita, in ogni sua componente, le più sentite note di merito che questo paese è in grado di offrire.

 


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