La cronaca nera in Spagna? Oggi ce la racconta Antonia Merlo

Antonia Merlo

Dottoressa Merlo, come viene trattata, in generale, la cronaca nera dai programmi televisivi spagnoli? Crede che ci sia una certa “morbosità” da parte degli autori e dei palinsesti televisivi nel trattare l’argomento?

Desidero premettere che considero la televisione spagnola esageratamente urlata e di poco spessore: mancano del tutto i programmi d’approfondimento e abbondano, invece, quelli che si occupano di gossip e di storie quotidiane.
Sono, però, una grande lettrice di quotidiani e riviste. Inoltre, grazie al satellite, seguo la programmazione italiana e ciò mi permette di notare la grande differenza nell’approccio alla cronaca nera che sussiste nei due paesi.
In Spagna il fatto viene trattato in forma concisa, non si indugia sul particolare macabro, sulla dietrologia del delitto, su chi e come ha mandato l’sms. Il fatto ha valore finché non viene risolto o, nel caso in cui non si trovi immediatamente il colpevole, cade quasi nel dimenticatoio fino alla sua eventuale soluzione. Non sono concepibili i fiumi di inchiostro – e di pellicola – che riscontro invece nell’approccio italiano: un caso come quello di Avetrana – il delitto di Sarah Scazzi – avrebbe avuto un’eco decisamente minore e soprattutto non monopolizzerebbe la prima e la seconda serata – e le prime pagine – da 3 mesi. La popolazione spagnola segue sì la cronaca nera, ma non ne é morbosamente soggiogata come invece mi sembra succeda in Italia. E l’informazione é decisamente più obiettiva e concisa.

Il  pubblico spettatore non si dimostra, dunque, particolarmente “sedotto” dalla cronaca nera?

No. Il pubblico spagnolo pare più sedotto e attratto dalle vicissitudini amorose di un torero e della sua “querida” o da come si é vestita la principessa Letizia per andare al concerto. Certo, quando si verifica un caso particolarmente cruento o violento se ne parla, magari l’opinione pubblica si sofferma sulle cause sociologiche che l’hanno provocato, ma é una discussione fine a se stessa, che non abbraccia tutto il sistema dei valori del paese, come invece mi pare succeda in Italia.

Può raccontarci qualche caso di cronaca nera spagnola che è entrato prepotentemente nell’immaginario collettivo e nella “quotidianità mediatica” della popolazione? Qualche anno fa ci fu il caso della piccola Mari Luz Cortes, un caso che ebbe un tragico epilogo e di cui si occupò anche la televisione italiana. Quali sono state le storie che più l’hanno impressionata?

Oltre al terribile caso di Mari Luz Cortes, ricordo l’omicidio di Marta del Castillo, avvenuto nel gennaio 2009. La diciassettenne di Siviglia scomparve nel nulla e dopo alcune settimane l’ex fidanzatino – Miguel Carcaño – confessò il delitto, con la complicità di altri balordi del quartiere.
Un fatto orribile, che ha occupato le prime pagine per varie settimane, appunto perché il reo confesso continuava a fornire versioni diverse sul luogo dell’occultamento del cadavere. Ad oggi, non se ne parla praticamente più. E la cosa più tremenda é che il corpo della povera Marta non é stato ancora ritrovato. Mi colpiscono e scuotono tutti i casi di violenza di genere, purtroppo così frequenti in questo paese in cui il retaggio machista é ancora forte.

Parlando, invece, del mondo letterario, degli scrittori e dei lettori spagnoli, i saggi di cronaca nera e gli intrecci romanzeschi di genere noir sono molto distribuiti dall’editoria spagnola?

Per quanto riguarda i romanzi noir – la cosiddetta “Novela Negra” – é un genere che riscuote grande successo e che trova larga distribuzione sul mercato spagnolo. Ci sono diversi autori contemporanei interessanti, come ad esempio Alicia Giménez Bartlett o Lorenzo Silva, che hanno avuto e hanno ottimi riscontri di pubblico e di critica. A riprova dell’interesse suscitato da questo filone, cito la “Semana Negra de Gijón”, che dal 1988 anima Gijón, nelle Asturie, con eventi, concerti, conferenze ed happenings incentrati, appunto, su questo genere romanzesco.

 

* Antonia Merlo vive e lavora a Palma di Mallorca, Spagna, dove si occupa di progetti europei per l’Assessorato al Turismo delle Isole Baleari.