Delitto Meredith, la Cassazione annulla l’Appello: Amanda e Raffaele di nuovo a processo

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cassazionedi Fabio Sanvitale direzione@calasandra.it

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Colpo di scena nel caso Meredith: chi l’ha detto che Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono innocenti? La Cassazione, alle 10 di stamattina, dopo una camera di consiglio durata 12 ore, ha annullato la sentenza della Corte d’Appello di Perugia che il 3 ottobre 2011 li aveva assolti: quel processo è da rifare. Gli avvocati di Amanda e Raffaele escono dall’aula della Prima Sezione con le facce deluse. Attraversano l’atrio con le passatoie rosse e si allontanano nei  lunghissimi corridoi della Cassazione.

Si tornerà in aula, questa volta a Firenze: per decidere se sono stati loro, insieme a Rudy Guede, ad uccidere Meredith Kercher,  nella notte del 1 novembre 2007. La Camera di Consiglio è durata molte ore, un fatto insolito, segno della complessità della decisione, un segno che non diceva niente di buono per la difesa di Amanda e Raffaele. Nel chiuso dell’immenso palazzo di piazza Cavour, a Roma (quello che i romani chiamano “er palazzaccio”), a notte inoltrata sono rimasti i giudici della Prima Sezione chiusi in camera di consiglio, la vigilanza e i giornalisti in attesa. Poi, stamattina, dal fondo del corridoio di marmo che conduce all’aula di udienza, è emersa la Corte ed ha letto la sentenza. D’altronde, nel pomeriggio, al termine della sua requisitoria, il Procuratore Generale (l’equivalente del PM, cioè) Luigi Riello aveva fatto considerazioni durissime sulla sentenza d’Appello, usando parole che raramente si sentono nella sobrietà delle aule di giustizia.

meredithLa sentenza della corte d’appello di Perugia è un raro concentrato di violazioni di legge e di illogicità e credo che debba essere annullata. In questo processo il giudice di merito ha smarrito la bussola”: questo aveva detto. Aveva poi criticato il fatto che la sentenza di primo grado fosse stata “ridotta a quattro motivi” in Appello. D’altronde, se così stanno le cose, per Riello, Rudy Guede avrebbe “commesso questo delitto con degli ectoplasmi”, cioè con nessuno. Chi era con lui, allora? ” Nella sentenza” aveva spiegato Riello, “si parla degli imputati come dei bravi ragazzi impegnati negli studi. E’ come se il delitto fosse stato compiuto dal solo diseredato Rudy Guede”.

Che fosse nell’aria un clamoroso ribaltamento s’era capito da un fatto eccezionale: la durata della camera di consiglio, appunto. In genere, quella di Cassazione dura poche ore: quando si arriva al terzo grado non si risentono i testimoni, il processo è solo sulle carte, sui ricorsi. Parla l’accusa, parla la difesa, la Corte si riunisce e stop. Non si entra nel merito di chi è innocente o colpevole, ma solo si ragiona se l’Appello è stato fatto bene o male, se ha rispettato tutti i crismi oppure no. La prima ad essere stupita del tempo che la Corte si stava prendendo per decidere era stata proprio l’avvocato Giulia Bongiorno, che difende Sollecito: “Frequento la Cassazione da qualche anno e devo dire che questa cosa non mi era mai capitata. E’ difficile per me  interpretare questo. Può essere un fatto di necessità fare un’altra oretta di lettura degli atti. Oppure si tratta di dettagliare meglio il dispositivo”, così aveva dichiarato mentre intorno al Palazzaccio, nella sera romana, si accendevano i lampioni. Ma quando una Corte si prende tanto tempo, è segno che ha dei dubbi. Molti dubbi.

Ora Raffaele Sollecito, che dopo la laurea è andato a Verona per sviluppare un progetto di robotica applicata alla medicina, dovrà tornare davanti ai giudici ed affrontare un nuovo processo, proprio quello che non si aspettava di dover fare; Amanda Knox invece, seguirà la vicenda dagli Stati Uniti. Niente la obbliga a tornare in Italia. La famiglia Kercher, invece, ha un’altra occasione di sperare nella giustizia. E’ il grande colpo di scena che riapre il caso Meredith.

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