Sarah Scazzi: al processo l’ultima arringa della difesa

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sabrina misseridi Redazione direzione@calasandra.it

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10 aprile 2013

È iniziato il conto alla rovescia: tra una settimana o poco più, infatti, sarà pronunciata la sentenza di primo grado per l’omicidio di Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana strangolata il 26 agosto 2010.

Ieri alla Corte di Assise di Taranto si è svolta l’ultima arringa di questo processo. A parlare è stata la difesa di Sabrina Misseri (accusata dal delitto insieme alla madre Cosima Serrano), rappresentata dall’avvocato Nicola Marseglia (oltre che dall’avvocato Franco Coppi, che aveva già preso parola nelle scorse settimane).

“Un errore giudiziario”: così Marseglia si è espresso in riferimento alla possibile condanna di Sabrina. A uccidere Sarah e a sopprimerne il cadavere sarebbe stato solo e soltanto Michele Misseri, il quale durante le indagini avrebbe “subìto pressioni da tutti quelli che dicevano di sapere già cosa era successo, ritenendo che Sabrina fosse coinvolta”.

Il legale ha criticato le dichiarazioni dei testimoni dell’accusa, o meglio, il modo in cui sarebbero state interpretate: “Le dichiarazioni dei principali testimoni d’accusa non si possono attestare come credibili se non tra mille cautele. Non confezionate un errore giudiziario sulla base di queste testimonianze”. “Mariangela Spagnoletti – l’amica di Sabrina Misseri – non ha mai dichiarato che, quando arrivò dinanzi a casa Misseri quel 26 agosto, Sabrina era agitata”.

E per quanto riguarda Michele Misseri, sempre secondo Marseglia, “deve essere provato” che quando ha accusato sua figlia del delitto ha voluto rompere un “patto famigliare” secondo il quale lui solo si sarebbe dovuto addossare tutte le colpe. Il comportamento di Michele sarebbe stato “a metà tra il moralmente condivisibile e l’utilitaristicamente appetibile”.

Analizzando invece in maniera corretta tutte le testimonianze, emergerebbe chiaramente la “logicità” dei comportamenti di Sabrina, che escluderebbe un suo coinvolgimento nel delitto.

Anche l’autopsia sul corpo di Sarah, secondo l’avvocato Marseglia, sarebbe stata falsata dalle “farneticazioni medico-legali passate come dato scientifico” da parte del professor Luigi Strada, colpevole di “suggestioni e forzature nell’approccio alle fonti di prova pregiudizialmente negativo per Sabrina”.

Infine, l’avvocato si è soffermato sull’assenza di un movente certo per questo omicidio: “Non potete condannare se non si sa perché la povera Sarah è stata uccisa”.

Quest’oggi è prevista la replica del procuratore aggiunto Pietro Argentino e la deposizione, da parte del sostituto procuratore Mariano Buccoliero, di una memoria di circa 600 pagine.

Il prossimo 15 aprile ci sarà l’ultima udienza del processo, con le repliche dei legali di parte civile e dei difensori. Subito dopo, salvo eventuali dichiarazioni spontanee degli imputati, la Corte si ritirerà in camera di consiglio e, entro un paio di giorni, potrebbe esserci la sentenza.

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