Cristofaro Oliva: 30 anni al suo migliore amico, Fabio Furlan

oliva furlandi Valentina Magrin direzione@calasandra.it

Condividi

18 ottobre 2013

Dopo 4 anni, piomba come un macigno la prima certezza  nel caso di Cristofaro (detto “Cristofer”) Oliva, il 19enne napoletano scomparso nel nulla il 17 novembre 2009. Cristofaro è morto, di questo sono certi i giudici della Terza Corte d’Assise di Napoli, anche se il suo corpo non è mai stato ritrovato. Ad ucciderlo è stato il suo migliore amico, Fabio Furlan (a destra nella foto), condannato ieri a 30 anni di reclusione.

È stata dunque accolta la tesi del pm Ivana Fulco, secondo la quale movente del delitto sarebbero stati i contrasti nella gestione di una piantagione di marijuana e la gelosia per una ragazza della quale erano entrambi innamorati.

Eppure, solo pochi mesi prima della sparizione (e quindi, a questo punto, della morte) di Cristofaro, nell’estate del 2009, i due ragazzi avevano fatto una vacanza insieme in giro per l’Olanda. Una di quelle vacanze tra ragazzi, che l’immaginario comune vorrebbe destinata a lasciare un ricordo indelebile  e a consacrare per sempre un’amicizia. L’epilogo di questa storia, purtroppo, ci dimostra tutt’altro.

LA SCOMPARSA – È il 17 novembre 2009, tardo pomeriggio. Cristofaro è a casa sua, nel quartiere Chiaiano di Napoli. Con lui ci sono anche la sorella e il fidanzato di questa. Verso le 19.30 Cristofaro riceve una telefonata da parte di Fabio Furlan, il quale gli dà un appuntamento di lì a una mezzora, aggiungendo: “Non sarò mai così puntuale come questa volta”. Cristofaro si affretta ad uscire e lascia volontariamente il cellulare spento a casa: “Così evitiamo tarantelle”, dice. Questa frase, unita al fatto che Cristofaro aveva con sé circa 3.500 euro in contanti, porta ad ipotizzare che i due fossero diretti a Secondigliano, piazza dello spaccio napoletano, dove si entra senza telefoni.

cristofaro olivaPassa il tempo e Cristofaro non rientra. Intorno alle 22.30 sua sorella esce e nei pressi di casa incontra Fabio Furlan: “Ho fatto tardi e non ho trovato Cristofer – dice – sono venuto a cercarlo ora”. Molto strano, vista la fretta che proprio lui aveva messo all’amico. E infatti Cristofaro non c’è, e non farà ritorno neanche nelle ore successive. Iniziano quindi le ricerche e viene denunciata la sua scomparsa. Fabio, però, non si dimostra particolarmente partecipe nelle attività di ricerca, quasi come se non gli interessasse, o fosse già certo dell’impossibilità di ritrovarlo.

Il 23 maggio 2010 alla redazione del programma tv “Chi l’ha visto?” arriva una strana telefonata, anonima: “Cristofaro è morto. Gli amici sanno. Cercate il corpo a Secondigliano, l’hanno buttato là”. Gli inquirenti risalgono anche a uno scambio di mail tra Fabio Furlan e un altro giovane della compagnia, Karim Sadek, avvenuto qualche giorno prima della scomparsa di Cristofaro: “Non ti preoccupare, tra un po’ quello sparirà”.

Il 15 gennaio 2011 Fabio e Karim vengono arrestati con l’accusa di omicidio premeditato, sequestro di persona e occultamento di cadavere. La posizione di Karim verrà archiviata dal Tribunale dei Minori di Napoli nel novembre 2012. A sua discolpa una chat, avvenuta proprio nei momenti in cui, secondo la ricostruzione degli inquirenti, si sarebbe consumato l’omicidio di Cristofaro.

Per Fabio, che in tutti questi anni si è sempre rifiutato di collaborare, è arrivata invece la pesante condanna.

www.cronaca-nera.it