Sarah Scazzi: l’arringa della difesa di Cosima Serrano

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cosima serranodi Valentina Magrin direzione@calasandra.it

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20 marzo 2013

Altra settimana di arringhe della difesa nel processo per l’omicidio di Sarah Scazzi, in corso al Tribunale di Taranto. Lunedì è stata la volta di Lorenzo Bullo, legale di Carmine Misseri, e Serena e Raffaele Missere, legali di Cosimo Cosma. Carmine e Cosimo, rispettivamente fratello e nipote di Michele Misseri, sono accusati di concorso in soppressione di cadavere e per entrambi la Pubblica Accusa ha chiesto la condanna a 8 anni di carcere.

Il mio assistito non sapeva nemmeno dove fosse il pozzo – ha detto l’avvocato Bullo – Il pubblico ministero si sofferma sugli indizi, ma bisogna vedere quanto pesano dal punto di vista probatorio questi indizi. Il rischio è che ci possano essere delle contraddizioni macroscopiche”.

Non c’ niente nelle intercettazioni per cui si possa dire che Cosimo Cosma e la moglie si siano assunti qualsiasi responsabilità su quello che è successo – ha continuato l’avvocato Serena Missere – L’interessamento di Cosma alla vicenda, successivo alla scomparsa, è assolutamente normale, visti i rapporti che c’erano tra le famiglie e visto il fatto che era sparita una bambina, peraltro coetanea del figlio di Cosma”.
Per entrambi gli imputati, ovviamente, è stata chiesta l’assoluzione.

Ma l’arringa che ha calamitato tutte le attenzioni è stata quella di ieri, fatta dagli avvocati Franco De Jaco e Luigi Rella in difesa di Cosima Serrano. Zia di Sarah, mamma di Sabrina e moglie di Michele Misseri, Cosima è stata l’ultima in ordine di tempo a finire in carcere, nel maggio del 2011. Su di lei e Sabrina, però, pesano le accuse più pesanti: concorso in omicidio, sequestro di persona, soppressione di cadavere e furto aggravato. Il rischio per entrambe è l’ergastolo, così come chiesto dall’accusa.

Eppure, per quanto riguarda l’omicidio di Sarah “l’unica prova evidente l’ha data Michele Misseri che ha fatto trovare il cadavere”, ha insistito l’avvocato De Jaco. Per quanto riguarda il sequestro di persona “diversi testimoni – ha detto l’avvocato Rella – hanno avuto la percezione che il racconto di Giovanni Buccolieri (il fioraio di Avetrana, che disse, salvo poi ritrattare, di aver visto Cosima far entrare a forza Sarah nella sua auto, ndr) fosse un sogno. […] Non c’è neppure un riscontro di questo girovagare di Buccolieri a quell’ora in paese”.

I difensori di Cosima Serrano hanno anche chiesto che venga riconosciuta la nullità  di alcuni accertamenti tecnici dei carabinieri del Ros di Lecce sulla cella telefonica che avrebbe agganciato il cellulare della donna, alle 15.25 del 26 agosto 2010 (quindi poco dopo il delitto), nel garage di casa Misseri, ossia nel luogo dove  verosimilmente si trovava il corpo di Sarah: sono “atti irripetibili eseguiti senza la presenza dei difensori”.

Infine, gli avvocati hanno chiesto che, qualora la Corte dovesse ritenere che Cosima abbia avuto un ruolo nella sparizione del cadavere di Sarah, il reato venga qualificato come “occultamento” anziché “soppressione” di cadavere: “Lo si evince – ha spiegato Rella – dalle stesse ammissioni di Michele Misseri, che ha detto di aver nascosto il cadavere nel pozzo perché pensava poi di recuperarlo per dargli degna sepolutura”.

Il processo riprenderà il prossimo lunedì (25 marzo) con le arringhe di Nicola Marseglia e Franco Coppi, difensori di Sabrina Misseri. Poi, dopo la pausa pasquale, le battute finali e, probabilmente, l’8 aprile si arriverà alla sentenza.

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