Simona Riso: incidente, suicidio o omicidio?

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simona risodi Simone Rinaldi direzione@calasandra.it

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6 novembre 2013

A qualche giorno dalla morte di Simona Riso gli inquirenti stanno ancora stabilendo come e perché la ragazza sia deceduta. 28 anni, originaria di San Calogero (VV), da qualche anno viveva a Roma, dove lavorava come cameriera in un hotel in zona Eur. Viveva invece nel quartiere san Giovanni, in via Urbisaglia. Proprio qui, nel retro del cortile del palazzo, è stata trovata in fin di vita da un’inquilina dello stabile che ha dato l’allarme. Erano le 7 di mercoledì 30 ottobre, l’ultimo giorno di vita di Simona.

Come d’abitudine, verso le 4:30 la madre, che viveva in Calabria, la chiama per svegliarla. Alle 6:30 infatti la ragazza iniziava il suo turno di lavoro. Quella mattina però in quelle due ore e mezza qualcosa dev’essere successo. Al momento del trasporto all’ospedale San Giovanni, la ragazza riferisce al personale sanitario di essere stata vittima di violenza sessuale. Eppure l’autopsia effettuata sul corpo di Simona ha escluso questo elemento ed ha invece evidenziato diverse abrasioni e fratture. Queste, secondo gli inquirenti guidati dal pm Attilio Pisani, sarebbero compatibili con una caduta dal terrazzo condominiale e con lo sfregamento con gli alberi durante il volo. Simona però abitava al pian terreno, dunque resta da stabilire, qualora questa ipotesi fosse confermata, come la ragazza sia arrivata sul terrazzo.

Sequestrata la cartella clinica della 28enne, affinché si possano confermare o smentire eventuali responsabilità dei medici nel decesso della ragazza. L’appartamento che Simona condivideva con altre tre persone, è stato perlustrato dagli investigatori, i quali hanno ritrovato un potente ansiolitico che la ragazza assumeva regolarmente. Pare infatti che Simona in passato abbia sofferto di crisi depressive. Gli esami tossicologici e le tracce di vomito trovate sulla maglietta potranno fornire altri elementi importanti. La procura indaga per omicidio volontario a carico di ignoti, una procedura obbligata, sembra, affinché possa essere vagliata ogni pista.

Si indaga sul passato della ragazza e sui contatti – profili Facebook, Twitter – avuti nelle sue ultime ore di vita. Al vaglio degli inquirenti anche le telecamere di sorveglianza della zona, le quali però non hanno evidenziato alcun movimento sospetto. Dunque, la chiave di volta della vicenda potrebbe trovarsi proprio dentro quel palazzo. Secondo la famiglia di Simona e il suo legale, l’avvocato Sebastiano Russo, la 28enne “non si è suicidata, ma è stata uccisa da qualcuno che conosceva”.

Mentre le indagini proseguono, la salma della ragazza è tornata in Calabria dove sono stati celebrati i funerali. Il parroco, don Antonio Farina, ha annunciato una fiaccolata in onore di Simona prevista per il 9 novembre, giorno in cui la ragazza avrebbe festeggiato il suo 29esimo compleanno.

www.cronaca-nera.it


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