Federica Mangiapelo: disposta una nuova perizia per far luce sulla morte della ragazza di Anguillara

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federica mangiapelodi Fabio Sanvitale (per contatti clicca QUI)

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9 aprile 2014

La morte di Federica Mangiapelo continua a restare un ostinato mistero. Almeno per ora e nonostante gli esiti delle nuove perizie: la prossima sarà quella decisiva? Era la notte del 31 ottobre 2012 quando la sedicenne finiva con la testa nell’acqua del Lago di Bracciano, sulla spiaggia di Vigna di Valle. Sarebbe stata ritrovata la mattina dopo: era l’inizio di un giallo che i periti ancora non riescono a risolvere.

Il punto è sempre lo stesso: com’è morta? Si sospettava l’omicidio quando l’autopsia, invece, decretò: miocardite, un’infiammazione (nel 90% dei casi di origine virale) del tessuto cardiaco, tanto invisibile quanto fatale. Ma troppe cose non tornavano e il Gip, invece di archiviare, chiese una nuova perizia a tre esperti. Poche settimane fa il medico legale e il cardiologo dissero: sì, miocardite, va bene, ma con una concausa scatenante (un forte spavento, una lite, il freddo intenso della notte, annegamento). Lo pneumologo disse: no, annegamento e basta. Il Gip guardò tutto questo e decise di chiedere una superperizia. I nomi dei nuovi esperti dovrebbero essere resi noti a giorni. “Io credo – dice Francesco Pizzorno, avvocato di Luigi, il papà di Federica – che i tre periti abbiano alla fine detto la stessa cosa, ma in modi diversi. Certo, se oggi c’è bisogno di un’altra perizia vuol dire che ancora non sappiamo com’è morta davvero Federica”.

Fa una bella differenza, saperlo. Miocardite vuol dire un tragico incidente, annegamento vuol dire come minimo omissione di soccorso, ma può anche significare omicidio. Quello per cui questi esami cambiano molto è Marco Di Muro, il fidanzato di Federica che nega di essere stato con lei quella notte a Vigna di Valle: ma che per tante contraddizioni e riscontri, invece, sembra davvero esserci stato. Marco Di Muro, che finora si è avvalso della facoltà di non rispondere, che rifiuta le interviste.

federica mangiapeloHo molta rabbia dentro – dice Luigi Mangiapelo – perché i tre periti hanno messo nero su bianco che i tempi, anche se stretti, per salvare Federica, quella notte c’erano. E dalla spiaggia all’ospedale di Bracciano sono cinque minuti. Magari sarebbe arrivata morta, però sarebbe stata comunque un’altra storia”. E invece Federica la mattina dopo era lì, sulla spiaggia. Col giubbotto mezzo sfilato, senza cellulare e senza borsa. Mentre Marco aveva gli abiti e perfino gli slip intrisi di acqua di lago, mentre era ancora nella zona della spiaggia all’ora in cui diceva di essere tornato a casa, mentre consegnava ai carabinieri un cellulare che non era quello che aveva usato la notte prima.

Di Muro è stato accusato dapprima di omissione di soccorso: la prima udienza di questo processo si è già tenuta, la seconda sarà a giugno. Ma nel frattempo sono successe molte cose. Nel frattempo è stato indagato anche per omicidio, nel frattempo ci sono perizie e superperizie. “Quello che sta succedendo influenzerà sicuramente il processo – dice Pizzorno – ma la situazione resta comunque fluida”.

Il mistero del Lago di Bracciano continua, mentre aspettiamo che la scienza e i giudici ci restituiscano la verità di quella notte di ottobre.

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