Serena Mollicone, delitto di Arce: ecco i cinque indagati

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Roma, 2 luglio 2011

Cinque indagati, quattro uomini e una donna, per l’omicidio di Serena Mollicone, la diciottenne di Arce, in provincia di Frosinone, scomparsa il 1 giugno 2001 e ritrovata cadavere due giorni dopo nel boschetto di Anitrella. L’ipotesi di reato contestata dalla Procura di Cassino è omicidio volontario e occultamento di cadavere. Gli indagati verranno ora sottoposti all’esame del Dna per confrontare i loro profili con quelli rinvenuti sulla scena del delitto. A metà luglio è previsto l’incidente probatorio.

CHI SONO: ma chi sono i 5 indagati?  Innanzitutto bisogna spiegare che la procura segue due piste investigative differenti: secondo la prima ad uccidere Serena Mollicone sarebbe stato il suo fidanzatino dell’epoca, Michele Fioretti, che oggi ha 38 anni. L’uomo, in questo caso, sarebbe stato aiutato dalla madre, Rosina Parmigianoni, anche lei indagata.

La seconda ipotesi è che l’assassino di Serena sia Marco Mottola, figlio dei maresciallo dei carabinieri Franco Mottola, che all’epoca indagava sul delitto. Pare che Marco Mottola all’epoca spacciasse droga e Serena, che da sempre combatteva contro questo fenomeno,  voleva denunciarlo. Seguendo questa pista, oltre a padre e figlio avrebbe avuto un ruolo nell’omicidio anche Francesco Suprano, altro carabiniere della caserma di Arce. Ad oggi questa seconda ipotesi sembra la più accreditata, visto che ad avvalorarla ci sarebbe anche la testimonianza di Santino Tuzzi, un carabiniere che all’epoca dei fatti lavorava ad Arce.

L’uomo nel 2008 aveva raccontato agli inquirenti alcuni fatti importanti riguardanti l’omicidio di Serena Mollicone, di cui lui era a conoscenza proprio perché nel 2001 frequentava la caserma dei carabinieri di Arce e aveva partecipato alle indagini. Tuzzi però non potrà più fornire informazioni utili, perché l’11 aprile 2008, tre giorni prima di essere nuovamente sentito dagli inquirenti, è stato trovato morto: suicidio legato a motivi familiari, si è detto, anche se l’ombra di qualcosa di diverso, almeno per l’opinione pubblica, rimane. In ogni caso, ricordiamolo ancora una volta, sarà solo il Dna a dirci, forse, il nome del colpevole.

“La mia ostinatezza viene ripagata oggi da un’indagine scrupolosa. Cominciamo a vedere  i primi importanti risultati per scoprire chi ha ucciso Serena”: queste le parole di Guglielmo Mollicone, padre di Serena, alla notizia dell’iscrizione delle 5 persone sul registro degli indagati. “Sono anni –continua Guglielmo – che faccio i nomi di chi ha ucciso mia figlia e nessuno mai mi ha denunciato. Come mai? Se fossero stati innocenti mi avrebbero massacrato”.

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