Omicidio Meredith Kercher: le reazioni alla sentenza di assoluzione per Amanda Knox e Raffaele Sollecito

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di Redazione direzione@calasandra.it

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4 ottobre 2011

‘In nome del popolo italiano, la Corte d’assise d’appello di Perugia… in parziale riforma della sentenza pronunciata in data 4-5 dicembre 2009 dalla Corte di assise di primo grado di Perugia, nei confronti di Knox Amanda e Sollecito Raffaele […]: dichiara Knox Amanda colpevole del reato di calunnia (ai danni di Patrick Lumumba, ndr)… e la condanna alla pena di
anni tre di reclusione [...]; assolve entrambi gli imputati dai reati contestati ai capi A (omicidio, ndr), B (porto di coltello), C (violenza sessuale) e D (furto) per non aver commesso il fatto, e dal reato di cui al capo E (simulazione di reato) perche’ il fatto non sussiste; ordina l’immediata liberazione di Knox Amanda e Sollecito Raffaele se non detenuti per altra causa”.

Con queste parole, pronunciate ieri sera pochi minuti prima delle 22 dal Presidente della Corte d’Assise d’Appello di Perugia, si conclude il processo d’appello che ha visto Amanda Knox e Raffaele Sollecito accusati dell’omicidio di Meredith Kercher. Assolti, dunque, dopo una sentenza di primo grado nettamente opposta, che aveva visto Knox e Sollecito condannati rispettivamente a 26 e 25 anni di carcere. Il primo comma dell’articolo 530  del codice di procedura penale parla chiaro: gli imputati sono stati assolti con formula piena, il fatto non sussiste. Spetterà ora alla Cassazione confermare o meno questo verdetto.

Ieri sera, a caldo, sono state molte e diverse le reazioni, a partire da quelle della folla assiepata fuori dal Tribunale di Perugia, che si è dimostrata in larga parte contraria alla sentenza. Ecco alcune delle reazioni dei principali protagonisti della vicenda:

“Rispettiamo la decisione dei giudici ma non capiamo. E perdonare è un qualcosa che in questo momento non si può fare, vogliamo la verità, solo così si potrà capire quello che è successo” (famigliari di Meredith)

“Ho sopportato l’insopportabile. Ora voglio solo ritornare a casa dalla mia famiglia, tornare in possesso della mia vita e riconquistare la mia felicità” (Amanda Knox in un colloquio con il segretario della Fondazione Italia Usa Corrado Maria Daclon)

“Al momento della sentenza ci siamo abbracciati, Raffaele piangeva. Prima della sentenza stava per svenire. Mi ha detto che non poteva stare fermo, pensava di cadere. Poi mi ha stretto forte la mano quando è stata annunciata la condanna per calunnia di Amanda. Pensava di essere stato condannato per l’omicidio, ma noi sapevamo che non era così, che era un’assoluzione” (Luca Maori, avvocato di Raffaele Sollecito)

“Abbiamo vinto la battaglia ma non la guerra. Ora c’è la Cassazione, ma la scarcerazione di Amanda era il nostro obiettivo primario. Questa è una sentenza risolutiva per quel che riguarda l’omicidio, rimane la calunnia, ma non è finalizzata ad aiutare Rudy Guede. In aula c’è stato uno scontro di passione e di dolore che andava rispettato” (Luciano Ghirga, avvocato di Amanda Knox)

“Amanda Knox desidera “partire al più presto. Amanda ama l’Italia, è venuta qui per questo, tornerà. Ma ora vuole andare a casa” (Carlo Dalla Vedova, avvocato di Amanda Knox)

“Una decisione abbondantemente preannunciata” (Manuela Comodi, pubblico ministero al processo)

“C’è stata una condanna pesantissima alla Knox per la calunnia (nei confronti di Patrik Lumumba, ndr). Perché lo ha accusato? Non si sa. […] La sentenza di questa sera è errata e contraddittoria. Sarà la Cassazione a stabilire chi ha ragione” (Giuliano Mignini, pubblico ministero al processo)

“Gli Stati Uniti apprezzano l’attenta considerazione della vicenda nell’ambito del sistema giudiziario italiano” (Barak Obama attraverso Victora Nuland, portavoce del Dipartimento di Stato)

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