Condannato l’insegnante che fece a pezzi suo padre

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leandri

di Valentina Magrin

Perugia – È stato condannato con rito abbreviato a 14 anni di reclusione Antonio Leandri, l’ex docente di educazione fisica che il 30 novembre 2010 ha ucciso e fatto a pezzi suo padre. La sentenza, pronunciata dal giudice Carla Maria Giangamboni, è arrivata questo pomeriggio.

LA VICENDA – Antonio Leandri, 53 anni, una persona normale che in passato non aveva dato problemi particolari, era stato fermato il 12 gennaio 2011 con l’accusa è di omicidio e soppressione di cadavere. Avrebbe ucciso il padre Olinto, un falegname di ottant’anni, e si sarebbe disfatto del corpo facendolo a pezzi, che avrebbe poi gettato in varie zone nei dintorni di Perugia.

Da tempo padre e figlio non vivevano più sotto lo stesso tetto, ma era stato proprio Antonio – parecchi giorni dopo la presunta scomparsa – a denunciare la scomparsa di Olinto. Il 19 dicembre 2010, in un’area per l’addestramento di cani per la caccia al cinghiale sul monte Tezio, erano stati trovati un braccio e una gamba. Il giorno dopo il fermo di Antonio, grazie probabilmente ad alcune sue parziali ammissioni, erano stati trovati altri pezzi di corpo, tra cui la testa della vittima, che si trovava in un fosso nella zona di San Terenziano.

Il movente del delitto, come spesso accade negli omicidi maturati all’interno della famiglia, è di tipo economico.

 


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