“Morte a Via Veneto”: il nuovo libro di Fabio Sanvitale e Armando Palmegiani

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Da pochi giorni è uscito il nuovo libro di Fabio Sanvitale e Armando Palmegiani “Morte a Via Veneto – storie di assassini, tradimenti e Dolce Vita”, Sovera Edizioni. Dopo il successo di “Un mostro chiamato Girolimoni”, lo scrittore (Sanvitale) e il poliziotto (Palmegiani) tornano a occuparsi dei fatti di cronaca che hanno tinto di nero le strade della capitale. E lo fanno, come al solito, coinvolgendo il lettore e accompagnandolo passo dopo passo nelle scene del delitto che, questa volta, hanno come sfondo la luccicante via Veneto dei tempi della Dolce Vita. Via Veneto, la Dolce Vita. E tutto il loro corredo di immaginario collettivo. Ma quel ruggente periodo è stato anche altro. È stato,ad esempio, anche cronaca nera. In quegli stessi anni in cui un Sogno Italiano prendeva forma e diventava leggenda, proprio in quella strada avvenivano due delitti destinati ad entrare nella Storia Nera del Novecento Italiano. Uno è il caso Bebawi, l’altro il caso Wanninger. Curioso, in entrambi, le vittime sono straniere: come a voler provare, dimostrare quasi lo spessore internazionale che via Veneto aveva assunto in quegli anni. Bebawi è un delitto che fa epoca. 1964. Un facoltoso industriale egiziano, giovane e bello, viene trovato assassinato e sfigurato nel suo ufficio di via Lazio.

Wanninger è un delitto che sembra uscito dalla penna di uno scrittore. 1963. Un grido scuote un palazzo di via Emilia. La portinaia che sale a vedere incontra per le scale l’assassino che la saluta gentilmente. Sul pianerottolo c’è una giovane tedesca, Christa Wanninger, venuta a Roma a cercare una fortuna non ancora trovata e finita in un lago di sangue. Due delitti successi a trenta metri l’uno dall’altro, entrambi casi limite della Giustizia italiana: Wanninger risolto 25 anni dopo, Bebawi protagonista di una clamorosa assoluzione con annessa fuga degli imputati all’estero… Il tutto basato sull’esame dei fascicoli originali delle due inchieste e dei processi che ne seguirono, materiali originali che nessun altro ha potuto consultare prima di oggi.


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