I tormenti di Elena Ceste: ancora mistero sulla scomparsa della giovane mamma dell’astigiano

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di Simone Rinaldi (per contatti clicca QUI)

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11 marzo 2014

“Non mi lasciano stare”: questo confida in lacrime Elena al marito. È il tardo pomeriggio del 23 gennaio scorso. Il giorno dopo questa donna scompare. Quella di Elena Ceste, 37enne di Santa Margherita di Motta, frazione di Costigliole d’Asti, madre di quattro figli, è una storia molto complicata, in cui di certezze se ne hanno davvero poche.

Elena ci viene descritta soltanto attraverso le parole del marito, Michele Buoninconti. Quest’ultimo racconta che il pomeriggio prima della scomparsa, tornato a casa, trova la moglie accovacciata tra la cucina e il soggiorno. Piangendo, la donna gli confessa quello che, probabilmente da tempo, la turba profondamente, e gli mostra il cellulare. Ci sono gli sms ricevuti quello stesso giorno da parte di un amico di famiglia. – Ti voglio tanto bene. – Perché non rispondi? Se mi hai cercato tu è perché ti senti sola ed hai bisogno di parlare. – Ci vediamo al solito posto. Michele le chiede spiegazioni, facendole notare che tra i messaggi non c’è nesso in quanto mancano gli sms di risposta di Elena. Quest’ultima si giustifica dicendo che in realtà non è lei a rispondere, ma un altro uomo lo fa al posto suo. Pensieri apparentemente deliranti, che lascerebbero pensare a un momento di difficoltà e di poca lucidità. Michele la tranquillizza e tutto sembra tornare alla normalità, come in un giorno qualunque di una qualsiasi famiglia.

Ma la notte Elena sveglia il marito. Sembrano incubi, invece è tutto reale. “Ho delle voci nella testa”, dice la donna a Michele, seduta sul letto e visibilmente sconvolta. “Dicono di me che non sono una buona madre”, e aggiunge “Mi vogliono portar via, non lasciare che mi portino via. Dove posso mai andare io?”. Michele cerca di rassicurarla, ma la donna persiste in quello che pare essere un delirio, facendogli il nome di un secondo uomo, colui che guida il complotto contro di lei, lo stesso che avrebbe risposto per lei a quei messaggi ricevuti dall’amico di famiglia durante il giorno. Si tratta di un suo ex compagno delle elementari, ritrovato su Facebook, con cui Elena si sarebbe incontrata una volta mesi prima. Secondo il racconto della donna a Michele, Elena si sarebbe appartata in auto con quest’uomo, in una cava dietro al centro commerciale “Bricchi”, poco distante dalla sua abitazione: ad un tratto lui era sceso dalla macchina e aveva aperto il baule. Elena aveva avuto la sensazione che avesse azionato qualcosa per riprendere la scena oppure che, addirittura, ci fosse una terza persona che, uscita dal portabagagli, avesse iniziato a girare un filmato. Nel video Elena apparirebbe come immobilizzata e in atteggiamenti volgari. E proprio questo video sarebbe la causa dei suoi tormenti, il mezzo con il quale i due uomini ora la ricattano. Tuttavia, la donna non ammette al marito un tradimento, ma parla di un momento di debolezza di cui ora si è pentita e che, però, sta pagando a caro prezzo. Elena è distrutta perché ormai, secondo lei, tutti sanno, e capisce che avrebbe dovuto parlarne molto prima con suo marito. Ed effettivamente Michele dice di non essersi mai accorto delle inquietudini della moglie fino a quel pomeriggio del 23 gennaio. Ma il peggio deve ancora venire.

La mattina seguente, quella di venerdì 24 gennaio, Elena sta male e chiede al marito di accompagnare i figli a scuola. Una richiesta insolita, in quanto solitamente è lei stessa ad accompagnarli. Sono le 8:15, Michele lascia Elena a casa e si avvia in macchina verso la scuola dei bambini. Quando ritorna, verso le 8:30 Elena non c’è più. Il marito la cerca in casa e fuori casa, dai vicini e nelle zone limitrofe. Ma Elena non c’è. Buoninconti si reca anche presso la casa di campagna dei genitori di Elena, a Govone, distante circa 12 chilometri dalla sua abitazione. La donna non è neanche lì.

michele buonincontiScatta l’allarme. Michele da subito dice di aver notato qualcosa di insolito e inquietante: i vestiti di Elena erano, infatti, tutti ammassati tra una pietra e il cancello, che era aperto. Dopo aver sporto denuncia dai carabinieri, il marito di Elena nota anche gli occhiali della donna vicino al punto in cui ha trovato i vestiti. Questo spiegherebbe anche perché le segnalazioni arrivate nei giorni successivi alla scomparsa, che vogliono Elena in diverse città del Piemonte, si siano rivelate inesatte: nei presunti avvistamenti la donna porta gli occhiali, eppure Elena non li ha con sé. Gli altri occhiali che la donna possiede sono in casa.

Dove può essere andata Elena da sola e a piedi in quella fredda mattina di fine gennaio? Difficile pensare che la donna si sia o sia stata spogliata di tutti i vestiti e si aggiri nuda. Probabilmente avrà avuto addosso altri vestiti, perché altrimenti qualcuno l’avrebbe sicuramente notata. Una vicina di casa ha riferito di averla vista in giardino poco dopo l’uscita di casa del marito. I cani molecolari hanno fiutato le sue tracce fino a una chiesa poco distante. Forse qualcuno le ha dato un passaggio? O l’ha presa con la forza? Tuttavia, è altrettanto probabile che la pista fiutata fino a quel punto si debba al fatto che quella è la chiesa che abitualmente frequenta la famiglia Buoninconti, la quale vi si era recata soltanto due giorni prima delle ricerche dei cani.

Le indagini non hanno dato esiti significativi al momento. La Procura della Repubblica di Asti ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di istigazione al suicidio, basandosi sui racconti di Michele. Due le ipotesi: una è che Elena girovaghi confusa, l’altra è che sia morta suicida. È evidente che, anche se l’unica fonte che riferisce dello stato d’animo di Elena è suo marito, dai racconti fatti da Michele emerge una donna molto confusa, al limite della follia e disperazione. Una donna in un momento di estrema fragilità psicologica, su cui le pressioni subite negli ultimi mesi possono aver giocato un ruolo fondamentale nella sua scomparsa. Tuttavia, le parole del Buoninconti trovano parziale riscontro nella testimonianza di una vicina di casa di Elena, la sua maestra d’uncinetto. La donna ha riferito che mesi prima della scomparsa, ad ottobre, Elena si era lasciata andare ad una confidenza. “Sono sulla bocca di tutti. Una persona che credevo amica mi ha tradito. Mi sono resa conto di aver sbagliato”, così, in lacrime, Elena si era aperta alla vicina, facendo riferimento a qualcosa che aveva scoperto su Facebook. La vicina si era limitata a consolarla e a rassicurarla, gerantendole che nessuno parlava di lei e che tutto si sarebbe risolto. Non aveva chiesto di più, anche perché Elena è una persona estremamente riservata. La stessa vicina racconta poi di un fatto ancora più importante: il mercoledì prima della scomparsa, il 22 gennaio, era andata a casa di Elena e l’aveva vista molto angosciata e sul punto di piangere.

Tutte queste paure di Elena, le sue angosce, i suoi incubi, quanto hanno inciso sulla sua scomparsa? E che ruolo hanno avuto i due uomini, protagonisti dei racconti che Elena ha fatto al marito? E quel video del ricatto? Elena, un tempo studentessa modello, che ha scelto una vita tranquilla, dedita interamente al marito e ai suoi quattro figli, può forse essersi stancata di tutto questo? Può aver trovato, magari su Facebook, una via di fuga ed essere caduta in una trappola più grande di lei? Forse la chiave del mistero è tutta qui.

Nel frattempo, le indagini continuano. La settimana scorsa sono state perquisite la casa e le macchine di Michele ed Elena, ma non è stato trovato nulla. Degli accertamenti sono stati svolti anche presso l’abitazione dei genitori di Elena a Govone. Rammaricato, Buoninconti ha dichiarato che il maresciallo dei carabinieri che segue le indagini da sempre sospetta di lui. Quanto ci sia di vero nelle sue parole potrà riferirlo soltanto lo sviluppo delle indagini. Nel frattempo, resta il vuoto nella casa di Elena, mentre i suoi figli attendono il suo ritorno.

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