Elena Ceste: Michele Buoninconti condannato a 30 anni

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Michele Buoninconti è stato condannato in primo grado a trent’anni di reclusione per omicidio volontario e occultamento di cadavare, con l’aggravante del vincolo di parentela. E’ lui l’assassino di Elena Ceste, moglie e madre dei suoi 4 figli. Il giudice Roberto Amerio del Tribunale di Asti ha dunque emesso la sua sentenza.

Quest’oggi in aula l’imputato aveva letto alcune pagine di dichiarazioni spontanee, nelle quali ribadiva la sua innocenza e il suo essere vittima di un errore giudiziario. Aveva concluso leggendo un lungo passo della Bibbia e rivolgendosi al giudice: “Non si renda complice di una ingiustizia”. Le sue parole, evidentemente, non sono bastate.

elena cesteElena Ceste scomparve dalla sua casa di Costigliole D’Asti il 24 gennaio 2014. Fu ritrovata morta il 18 ottobre dello stesso anno, nelle acque del Rio Mersa, a pochi chilometri da casa sua. Il suo corpo era nudo e, con ogni probabilità, la donna era morta lo stesso giorno della sua scomparsa. Morte naturale o violenta? Su questo si è dibattuto in aula fino all’ultimo giorno del processo. Elena è stata uccisa dal marito perché aveva osato “ribellarsi” a una vita che oramai le stava stretta, tesi sostenuta dall’accusa, oppure in preda a un delirio psicotico si è denudata e ha raggiunto il luogo dove ha trovato la morte, come ha più volte affermato la difesa di Buoninconti?

Sembra un secolo fa quando il marito Michele, con lo sguardo perso nel vuoto e il fare un po’ confuso, parlava  e faceva le prime ipotesi su quello che era successo. Abbiamo assistito alla sua lenta metamorfosi, al suoi scatti di rabbia nei confronti dei giornalisti che assediavano la sua casa, al suo farsi via via più sicuro di sé. Dopo l’arresto, avvenuto lo scorso 29 gennaio, è cambiato anche nell’aspetto fisico: è dimagrito, si è fatto crescere i capelli, sembra addirittura ringiovanito. Chissà se ora che è stato condannato a trent’anni continuerà questo trend, o ci riserverà nuovi colpi di scena e nuovi cambi di personalità.

Di certo, ci aspettiamo che la difesa presenterà ricorso. La partita è ancora aperta. Ma per ora, l’assassino di Elena Ceste ha un nome.

di Redazione cronaca-nera.it

 

 


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