Come sparire completamente. #2 Crea false piste e diventa l’uomo invisibile

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ahearndi Fabio Sanvitale

16 maggio 2014

Nella puntata precedente abbiamo visto come prepararsi alla fuga. Ora Ahearn ci suggerisce la fase due: creare delle false piste. “Traslocare in maniera efficace prevede una componente d’inganno anche in rete. Faccio ordinare libri su Amazon su particolari città e contatto anche agenti immobiliari per dare l’impressione di un trasloco imminente. Tranne poi ovviamente optare per altra destinazione. Poi faccio aprire conti correnti e spedisco il bancomat a una fonte fidata, che so, a Chicago, chiedendo di comprare generi alimentari ogni settimana. Per dare l’impressione che il mio cliente viva lì”. Oppure, versa piccoli assegni per una casa in cui non andrai mai. Intanto, raggiungerai l’estero nel modo più complicato possibile: aerei di linea, voli privati, piccole imbarcazioni.

Fase tre, sei arrivato. E adesso? Una volta a destinazione, a meno che non hai un pacco di soldi, dovrai trovare un lavoro ed anche alla svelta. Qui contano solo i metodi leciti. Lavori magari umili, ma silenziosi e sicuri: manovalanza, pulizie, cameriere. Frequenta luoghi e persone che non fanno troppe domande. Non metterti a fare il dentista, se non hai la laurea. Non metterti a fare il meccanico se era il tuo lavoro: ti faresti sgamare, è quello che cercheranno subito.

In ogni caso, non è detto che sparire completamente significhi trasferirsi alle Antille. Potresti restare in Europa. E, se vuoi rimanere in Italia, vai dove nessuno penserebbe di trovarti. Hai sempre detto che odi la montagna? L’Alto Adige è perfetto. Ci sono anche altri accorgimenti indispensabili. Il primo è che devi davvero essere una persona nuova, diversa, non riconoscibile. Assumi nuove abitudini, cambia abbigliamento, pettinatura. Sei sempre stato appassionato di Mc Donald’s? Non entrarci mai più. Indossa un cappello se ci sono telecamere in giro (e ci sono sempre). Se dormi in un hotel, prendi precauzioni per non lasciare impronte nella stanza.

Se poi avrai voglia di parlare con la tua famiglia, dovrai creare degli account e-mail da computer pubblici (in modo che non riportino al tuo) e usare delle schede prepagate per telefonare dalle cabine. Loro non potranno trovarti, ma tu potrai trovare loro. Comunicare coi propri cari è uno degli aspetti più difficili dello sparire. Psicologicamente è durissima.  Il proprio numero può essere fornito ai tuoi familiari solo usando sistemi in codice. Ad esempio, mettendo annunci cifrati, tipo “Vendo panda grigia CZ 055628 solo 2 proprietari, 5 anni” : il numero da chiamare sarà risultante dai numeri 055- 62825. Li incontrerai a diverse città di distanza da quella in cui ti sei trasferito, ovvio.

Userai sempre servizi di posta elettronica ad autodistruzione: sono mail che si auto cancellano dopo essere state lette dal destinatario. Userai il deep web per non essere tracciato nelle ricerche e nelle comunicazioni e internet points pubblici, che siano dalla parte opposta della città o in un’altra città. Riceverai fatture e bollette su una casella di posta dedicata, il cui nome non riporti a te.

Una pessima idea, invece, è quella di procurarti un documento falso. Ormai li vendono anche sul web. Esistono siti che promettono molto. Forse troppo. Stai attento. Prendiamo Ptclub: esiste dal 1997 e offre molti servizi, ad esempio questo. Non hanno voluto rilasciarci un’intervista. Cosa vendono?

Ad esempio una patente internazionale, che spesso è accettata come documento d’identità. Vale un anno, costo: 365 euro e 100 per gli anni successivi. Ma in alcuni paesi la si deve esibire, in caso di controllo, insieme alla patente “vera”, quella nazionale.  Il sito ti propone anche false carte d’identità. Magari con l’indicazione di professioni specifiche come investigatore privato, veterano del Vietnam, forze speciali, sommozzatore … A 165 euro puoi avere una press card dell’Associazione Stampa Asiatica: con agevolazioni varie e sconti sulle ferrovie tedesche… Oppure patenti di paesi stranieri, ed è regolare perché si basano sul fatto che già si possiede una patente nel proprio … costo, 995 euro. E sopra non c’è riportato alcun nome, ed è perfettamente legale. Certo, se poi ti fermano e ti chiedono anche un documento d’identità devi averne uno falso. E se se ne accorgono? Vale la pena cercare di fare 007?

E poi… chi ti dice che quel nome là, sopra la tua carta d’identità nuova, sia inventato? Potrebbero averti rifilato quella di un criminale o di una persona morta; potrebbe essere rubata. Non è davvero una buona idea, quella di verificare se il documento è ok in aeroporto, o durante un controllo di polizia… Chi vende documenti falsi non lo fa su internet ma faccia a faccia, ricorda.

Poi, non farti fregare. Sii pulito e ordinato. Non dare nell’occhio, perditi nella folla. Prepara più identità finte, a seconda di dove ti rechi. Ognuna avrà i suoi vestiti, il suo nome, la sua storia verosimile. E tu, soprattutto, devi essere un cittadino comune, molto comune. La latitanza di Ferdinando Carretta (che aveva sterminato la sua famiglia, a Parma) finì per dei documenti mal fatti e un posto di blocco, in Inghilterra. Massimo Carlotto, accusato di omicidio, si aggirò per molti stati d’Europa e Sudamerica con grande trasformismo. Andrea Ghira, uno dei tre infami della strage del Circeo, entrò nel “Tercio”, la legione straniera spagnola. Francesco Ciancabilla, condannato per l’assassinio della Alinovi, lavorava in un bar gay a Madrid. Sono tutte soluzioni.  Ma ricordati che tutto vale se non hai commesso reati o se quelli che hai fatto non sono gravi. Un conto è seminare un investigatore privato, un conto la polizia o i carabinieri. E infatti Carretta e Ciancabilla sono tornati dietro le sbarre… perché, come dice Frank Ahearn, chi ti insegue “può permettersi di fare tutti gli errori che vuole nel cercarti ,ma tu non puoi farne nemmeno uno”.

www.cronaca-nera.it

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