Storia di una pistola, un sito e una strage

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Lui si chiama David, ha 18 anni, lo vedete nella foto in basso e vuole comprare una pistola senza lasciar tracce. Va sul Deep Web e si imbatte in Philipp K., 32 anni, che armi on line ne vende dal 2014 (del Deep Web, questo spazio invisibile di internet, avevamo parlato qui). David non dice a cosa gli servirà l’arma e l’altro giura di non avergli  fatto domande. Si accordano per l’acquisto di una pistola, una Glock 17; e ben 450 proiettili. Più o meno un 200 euro ed è fatta. Spedizione postale. Arrivato il pacco? Arrivato, grazie, tutto a posto.

Bell’arma, la Glock. Semiautomatica, 9 mm, 17 colpi, in uso negli eserciti svedese, austriaco e norvegese. E in tante forze di polizia, tra cui i G.I.S. dei Carabinieri. Leggera, con l’impugnatura in un polimero speciale, fatta da 33 pezzi facili da smontare e rimontare, precisa. Robusta, rapida. Perfetta anche per una strage.

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Oggi Philipp sta affrontando in Germania nove accuse per “massacro involontario” e David è morto. Cos’è successo? È successo che nel Deep Web ci sta anche la polizia, nel nostro caso quella tedesca (e quella italiana, se volete saperlo). E’ successa la strage di Monaco di Baviera: il 22 luglio 2016 Ali David Sonboly ha preso la sua bella Glock, e ha aperto il fuoco davanti a un Mc Donald; poi ha attraversato la strada, è entrato nel centro commerciale Olympia e ha ricominciato.

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Risultato: 9 morti e 35 feriti, per poi fuggire e uccidersi un km più in là. Un piano che preparava da mesi e mesi e che fa di Sonboly un mass murderer, cioè un tipo di serial killer.  A quelli che dicono che uno che sta per uccidersi dà dei segnali diciamo che nessuno aveva colto un accidente; tanto meno i suoi familiari.  A quelli che si chiedono dove diamine un ragazzino si sia procurata un’arma, diciamo: ecco la risposta. A chi si chiede perché, rispondiamo che il crimine è sempre multifattoriale. Risolvere tutto dicendo che David era depresso è troppo facile. Nel 2012 era stato vittima di bullismo, certo. Tuttavia, non era in cura solo per questo: gli avevano riscontrato anche la sociopatia, un disturbo mentale serissimo e che origina atti violenti. Poi, i suoi bulli erano immigrati: così, aveva cominciato a odiarli, a definirsi ariano (era tedesco-iraniano). È allora un caso che i morti siano immigrati turchi e kosovari, per lo più? No, questa miscela esplosiva non poteva portare che a un pomeriggio di morte.

Hanno impiegato pochi giorni per arrivare a Philipp. Ha subito collaborato: gli conveniva. Primo, perché c’era stata una strage. Secondo, perché ovviamente in Germania (e anche in Italia) non puoi vendere armi così, su internet. Agli investigatori della BKA ha spifferato tutto quello che sapeva su altri venditori di armi sul web. Philipp dice di essere sconvolto da quanto è successo. Ha portato gli investigatori dritti dritti a un forum, “Deutschland im DeepWeb”.  E a un post -“Hi, I’m looking for a Glock 17 with a total of 250 rounds of ammunition”- da cui è nato l’incontro tra i due. Troppo facile comprare un’arma così, però.

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In molti hanno cercato una spiegazione a quel pomeriggio di follia a Monaco di Baviera. Chi insiste sul bullismo, chi sulla malattia mentale, chi sul razzismo. I commenti si sono divisi. Ma forse la spiegazione migliore è proprio quella di vedere l’atto criminale senza semplificazioni, nella sua terribile e affascinante complessità. Resta che, forse, chissà, senza quei siti del Deep Web che vendono illegalmente armi, David non avrebbe saputo come far scoppiare la sua violenza. Chissà. Per oggi, la morte si compra per posta.

di Fabio Sanvitale

(la foto di copertina è di Askild Antonsen – Glock 17, CC BY 2.0)


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