La Londra di Jack lo Squartatore sta sparendo

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Essere un ripperologist significa passare un bel po’ di tempo a studiare lui, Jack lo Squartatore, Jack the Ripper. Ed è una trentina d’anni che lo faccio. Per cui non è la prima volta che attraverso le strade dell’East End londinese, l’area in cui avvennero gli omicidi che nell’autunno del 1888 fecero di Jack l’archetipo di ogni serial killer. Ma quell’area cambia sempre più, svanisce come l’assassino che l’abitò; e allora ve la racconto qui, prima che sparisca del tutto dentro la nebbia del tempo che passa. Dentro i ricordi d’un tempo lontanissimo.

angolo Thrawl Commercial st per Kelly

 

 

 

 

 

 

 

 

Proviamo a partire dalla metro di Aldgate East e a percorrere Commercial Street. All’angolo di Thrawl Street, se chiudi gli occhi, puoi vedere Mary Kelly che parla con quell’elegante signore dal collo di astrakan, con un pacchetto in mano. Non sa che è Jack e non lo sa nemmeno George Hutchinson, il teste che li vede parlottare e sente lui dirle “andrai benissimo per quello che ti ho detto“. I lampioni del 1888 erano poco più di un fornello a gas acceso in cima a un palo, la descrizione è purtroppo vaga. Un paio di baffi, un tipo elegante. Seguiamoli, come fece Hutchinson, che in segreto sperava che il tizio finisse subito con Mary, per poterci andare lui. Li seguì fino a Dorset Street, dove la Kelly aveva una fredda stanza, una stamberga in fondo a Miller’s Court. E aspettiamo un’ora con lui, passeggiando nel freddo di una notte d’inizio novembre. Niente, il tizio non esce. Ma quanto ci mettono? E andiamo via, allora, senza sapere che a quell’ora Mary è già morta e l’uomo in astrakan la sta squartando come quasi mai s’è visto nella storia del crimine, lasciando parte delle interiora poggiate sul tavolo. Ma Miller’s Court non c’è più. L’isolato l’hanno buttato giù da tempo e in queste ore anche il parcheggio a silos costruito al suo posto viene abbattutto per farci chissà cosa. La febbre del nuovo avanza spietata, qui nell’East End, in un avveniristico trionfo di cubi d’acciaio e vetro.

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Ancora più avanti, giriamo a destra per Fournier Street. E’ una delle poche strade che hanno conservato un ricordo del 1888. Le case, le porte, le finestre sono le stesse. Ma due secoli fa qui c’erano slums, case infestate di povera gente, stracci e puzza e topi. Prima di imboccarla, fermatevi al Ten Bells Pub: c’era già, il quell’anno di morte, e tutte le vittime ci andavano. Mary, Elisabeth, Annie, Catherine, Mary Anne. Passavano il tempo a bere e a rimorchiarci clienti. Jack ci entrò di sicuro. Fermatevi a prendere una birra. Così come Jack camminò per Fournier, in cerca di vittime, passando davanti quella porta, quella finestra. Ancora qualche metro, eccoci in Hanbury. Il 29 non c’è più, al suo posto da anni una fabbrica che oggi è già stata riconvertita. Nel 1888, in un cortile sul retro, fu assassinata la Chapman. Erano le 5 del mattino, ebbe solo il tempo di urlare “no!”.

E poi ancora più avanti, a Durward Street, dove tutto iniziò in una notte di fine agosto. C’era ancora, fino a mesi fa, quel marciapiede dove “Polly” Nichols era stata ritrovata a terra da due operai: la prima vittima di Jack, ma chi poteva saperlo? Oggi stanno costruendo un giardino avveniristico, riqualificano la zona. Via anche quello. A pochi metri – non tutti lo sanno- c’è l’edificio dove veniva esibito alla folla John Merrick, the Elephant Man . Sta lì, proprio davanti al Royal London Hospital. Oggi è un negozio pakistano, circondato da bancarelle pakistane, in un quartiere pakistano.

Di nuovo la metro, torniamo a Aldgate. Sulla Whitechapel High Street c’è un vicolo, uno stretto passaggio cui hanno strappato via l’insegna, ma che conosco bene. Conduce a un cortile sul retro. E’ Angel Alley. Ci passano davanti milioni di persone senza sapere che è anche in tunnel come questo che si prostituivano, nella Londra vittoriana. Così, appoggiate al muro, col cliente da dietro e via. Oggi il vicolo conduce a una piccola libreria, ma quanti ne conoscono il segreto?

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E poi, Mitre Square. O quel che ne resta. St. James’s Passage, al cui angolo Catherine Eddowes viene vista parlare con un uomo la notte del 30 settembre 1888, è un’impalcatura. Stanno costruendo un nuovo palazzo, ancora vetro e acciaio. Mitre Square è cambiata nel tempo. Tre dei suoi quattro angoli sono stati buttati giù e rifatti. Di allora c’è rimasto l’acciottolato. Lo stesso su cui quella notte camminarono nel buio la Eddowes e Jack, verso l’una e mezza di notte. Su cui suonò il fischietto l’agente Watkins per chiamare i colleghi, dopo aver trovato il cadavere di lei, nel sangue. Se chiudi gli occhi, puoi vederli. Il selciato è lo stesso.

Ma niente paura. A fine estate partiranno i lavori per riqualificare anche Mitre Square. Dei vicoli, delle porte, dei selciati della Londra del 1888 rimane sempre meno, forse solo una nebbia. E il mistero di Jack the Ripper.

di Fabio Sanvitale


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