Caso Scazzi, nuovi arresti: in un’intervista la verità di Carmine Misseri

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carmine misseri

Taranto, 23 febbraio 2011

Non ho fatto niente. Posso camminare a testa alta. Michele è un attore! Perché non ha parlato prima? Sarah è una bambina, non è un cane, una busta di immondizia che la prendi e la vai a buttare. La colpa ce l’ha lui…” Queste sono le parole pronunciate da Carmine Misseri poche ore prima di essere arrestato ai microfoni del programma Chi l’ha visto?. L’intervista integrale andrà in onda questa sera nel corso della puntata alle 21.05 su Rai 3.

Nel frattempo, Carmine Misseri e Cosimo Cosma, fratello e nipote di Michele Misseri, sono stati condotti nella casa circondariale di Taranto, dopo l’arresto avvenuto all’alba di questa mattina nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Sarah Scazzi. I due rischiano una pena dai due ai sette anni per soppressione di cadavere.

IL REATO: Il reato di “distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere”, previsto dall’articolo 411 del Codice Penale, prevede che “chiunque distrugge, sopprime o sottrae un cadavere, o una parte di esso, ovvero ne sottrae o disperde le ceneri, è punito con la reclusione da due a sette anni”.

LA PAROLA AGLI INQUIRENTI: Nel corso della conferenza stampa tenutasi a mezzogiorno, il colonnello Giovanni Di Blasio, comandante provinciale dei carabinieri di Taranto, ha dichiarato che dalle intercettazioni ambientali di Carmine Misseri e Cosimo Cosma è emerso che i due studiavano nei dettagli le risposte da dare agli inquirenti: “Hanno attuato un tentativo generalizzato di crearsi dei copioni ben articolati per sostenere gli interrogatori e quindi precostituirsi degli alibi”. Tuttavia Di Blasio ha anche dicharato che “L’indagine riguarda sostanzialmente quello che è successo nei momenti successivi all’omicidio. Allo stato attuale, almeno negli atti disvelati nell’ordinanza, l’evidenza di un’attività dei due indagati in via Deledda non c’è”. “Le indagini continuano” ha detto Franco Sebastio, Capo della Procura di Taranto: “Abbiamo assunto questo provvedimento per evitare possibili inquinamenti delle indagini ancora in corso. Il provvedimento è finalizzato a far completare le indagini in corso e ad acquisire ulteriori elementi”.

 


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