Roma, cadavere mutilato: l’ipotesi del collezionista di organi

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Sul mistero del cadavere mutilato ritrovato a Roma, si fa strada una pista inquietante, quella del collezionista di organi. L’autopsia ha portato alla luce i tratti del macabro omicidio, messo in atto da un professionista e con ogni probabilità in un luogo diverso da quello del ritrovamento: si abbandona quindi l’ipotesi del traffico di organi, per lasciare spazio a quella del feticista?

Le indagini avrebbero inoltre condotto verso il ritrovamento di un Dna diverso da quello della vittima, una donna tra i 20 e i 40 anni e di nazionalità europea. Sul corpo sarebbero state infatti ritrovate diverse tracce, capelli, frammenti di pelle sotto le unghie, sangue sulle mani. Indagini parallele anche sui due cold case che risalgono ai primi di gennaio, quando vennero ritrovati in due parchi della città un teschio e parte di una mandibola, sempre di donna.

Intanto gli investigatori della squadra mobile di Roma sono riusciti a risalire al transessuale che era solito prostituirsi nella zona dove è stato ritrovato il cadavere. E’ stato interrogato ma non ha fornito elementi utili. Rimangono come unici indizi i pochi elementi ritrovati: un giubbotto nero con una scritta bianca sul retro, una maglietta grigia di lana, un anello di metallo, un accendino.


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