Il mostro di Oslo: “Non sono colpevole e lo rifarei di nuovo”

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breivikdi Andrea Minotti

Come già sostenuto dall’ultima perizia, Anders Behring Breivik è sano di mente, ma per maggiori accertamenti sulla stabilità psichica, verrà interrogato in aula fino al 23 aprile. Il mostro è imputato per doppia strage e nella fase del processo, chiamato a testimoniare, ha letto la sua dichiarazione, definendosi un rappresentante del movimento di resistenza norvegese ed europea, facente parte anche della rete dei cavalieri templari.

 

Ha spiegat, che la morte di 70 persone è stata utile per impedire un’eventuale guerra civile, e che morire per la patria non è un diritto ma semplicemente un dovere. Per Anders passare il resto della sua vita in carcere non sembra un problema, almeno per ora, perché per lui la stessa nazione Norvegia è la sua prigione. Secondo il suo credo, si è dichiarato innocente, dato che lui stesso ha agito per legittima difesa per la sua cultura, sacrificandosi per la nazione, quindi ha chiesto di essere assolto: è colpevole del massacro, ma costretto dalla continua “invasione straniera” nel suo paese natale.

L’imputato, un personaggio legato mentalmente alla sua politica estremista, xenofobo e anti-islamista,  appena ne ha avuto l’occasione, ha salutato la corte con braccio teso e pugno chiuso. Oggi 17 aprile, l’udienza è iniziata con un ritardo, perché sospesa per revisionare le competeze di un membro della giuria, accusato di aver postato sul social network (Facebook)  una dichiarazione di richiesta di pena di morte per il killer. Quindi Thomas Indreboe, è stato ricusato dagli altri giudici che compongono la giuria, accogliendo la richiesta degli avvocati della difesa e dai legali delle vittime delle stragi di Oslo e Utoya, ed è stato sostituito con il giurato Elisabeth Wisloeff.

La corte è composta da: 2 giudici professionisti e 2 lay judge(2 giudici non togati).
Se Breivik verrà ritenuto colpevole, quindi definito sano di mente, come già stabilito dalla seconda perizia, rischia una pena detentiva fino a 21 anni, con una possibilità di un prolungamento ad ergastolo; se sarà ritenuto folle, sarà destinato in un ospedale psichiatrico.

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