Breivik, mass murder norvegese: quarto giorno di processo

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di Andrea Minotti

“Avrei solo voluto decapitare l’ex premier filmando tutta la scena”, queste sono le parole del mostro di Oslo, il cui obbiettivo, ora chiaro, era quello di sterminare tutti. Non voleva uccidere solo i giovani laburisti, ma voleva catturare e decapitare davanti ad una telecamera, l’ex primo ministro Gro Harlem Brundtland, mentre avrebbe letto un testo. Nel mirino dell’estremista come secondo obbiettivo c’era anche il leader dell’ala giovanile del partito, Eskil Pedersen.

Il motivo per cui voleva filmare il massacro e l’uccisione dell’ex premier e del leader del partito giovanile, come dichiara Breivik, “è una strategia e tradizione degli estremisti islamici che và usata come un’arma psicologica”.
Al momento della strage, sull’isola di Utoya erano presenti 569 persone, e sembrerebbe che l’intenzione del “rambo killer” fosse quella di non farne uscire vivo nessuno, ammettendo anche che avrebbe preferito usare cariche esplosive, ma che così facendo avrebbe tolto il “gusto della caccia”, cosa molto più complicata rispetto a  premere un pulsante per un detonatore.

 


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