L’assassino senza volto: gli omicidi dei bambini canadesi nel 1984

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di Olga Merli

Se fosse stato un film, l’occhio vitreo della telecamera avrebbe, senz’altro, messo in risalto le ombre inquietanti che si muovevano nell’oscurità di quelle gelide notti. Ma purtroppo, non era finzione ciò che accadde all’inizio di novembre del 1984, nello stato del Quebec, in Canada.La città di Montreal, si trovò catapultata nel suo incubo peggiore; lo spettro di un maniaco si aggirava per le strade, fra la gente. Un assassino senza volto che turbava i sonni di migliaia di famiglie.

E’ il primo novembre del 1984. Wilton Lubin, 12 anni di origini haitiane, ed il suo compagno di giochi, Sebastien Metivier scompaiono, nel giro di poche ore, senza lasciare nessuna traccia. Il corpo senza vita di Wilton venne ritrovato circa un  mese dopo; era stato torturato, seviziato, ed il cadavere presentava la gola squarciata.  Dell’altro bambino, invece, non vennero mai trovati i resti.

Qualche giorno dopo, a dissolversi nel nulla, fu la volta di Maurice Viens di appena quattro anni, mentre stava giocando a pochi metri dalla sua abitazione, in Dorion Street; la polizia riuscì a trovare il suo corpo, dietro la segnalazione di un sensitivo, che i quotidiani dell’epoca, avevano ribattezzato Mister x. Effettivamente, le indicazioni dell’uomo, portarono gli investigatori a un vecchio casolare abbandonato nei pressi di S. Antoine Sur Richelieu,  dove venne rinvenuto  il cadavere del piccolo Maurice, orribilmente mutilato. Il bambino, inoltre, era stato violentato.

La polizia intensificò le indagini, tentando di dare, al più presto, un nome allo spietato assassino, ma non riuscì a bloccare in tempo  la sua smania omicida.
Il 29 dicembre 1984 venne ritrovato il corpo senza vita di Michel Ethier, 12 anni,  scomparso mentre stava facendo una passeggiata,  il giorno di natale dello stesso anno.

Gli abitanti di Montreal erano in preda al panico più totale. Ai bambini veniva impedito di uscire per tentare di preservarli dalla brutale ferocia di un assassino inafferrabile che stava seminando il terrore in città. Poi, con l’inizio del nuovo anno,  la terribile scia di sangue sembrò arrestarsi.  Come mai i rapimenti cessarono? Qualcuno ha fermato, magari involontariamente, la mano dell’assassino? E’ stato forse, recluso per altre cause in qualche prigione dello Stato? Tutti interrogativi che attendono, da quasi trent’anni, una risposta.

Inoltre, i delitti del 1984 possono essere collegati alle inquietanti sparizioni, avvenute molti anni dopo sempre in Quebec, come quella di Jolene Riendeau,  10 anni, scomparsa  il 12 aprile del 1999 mentre si trovava nei pressi di un negozio vicino alla sua abitazione e, i cui resti, sono stati rinvenuti nel 2010 a soli tre chilometri da casa?

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Evidenti analogie che richiamano alla mente anche  un’ altra angosciante sparizione avvenuta sempre nella città di Montreal nel gennaio del 1978; l’orribile fine di una bimba di dieci anni, Manon Dube, svanita nel nulla e, in seguito, ritrovata cadavere nei pressi di un torrente  in periferia. “Noi vogliamo sapere”, con questa affermazione  Christiane Sirois, madre di Sebastien Metivier, ha chiuso, nel 2009,  la marcia commemorativa per il venticinquesimo anniversario della scomparsa del figlio e degli altri bambini. La toccante manifestazione, oltre ad avere avuto lo scopo di voler ulteriormente sensibilizzare le coscienze degli abitanti di Montreal, affinché non dimentichino, è servita anche per sostenere l’iniziativa della Royal Canadian Mounted Police e dello Stato  che, il 26 maggio 2003 ha fondato il Programma Amber Alert Quebec.

Le finalità dell’ambizioso progetto che ha all’attivo 650 casi di rapimenti di minori  risolti, sono quelle di una repentina attivazione e collaborazione di tutte le forze di polizia, dei mass media, delle aziende di trasporto, delle compagnie telefoniche che, simultaneamente  cooperano per collegare gli indizi e le tracce lasciate dalla scomparsa del minore.

“Durante un rapimento, ogni minuto conta” questo è lo slogan del programma canadese Amber Alert, che sta tentando di dare risposte positive e concrete al dramma dei quasi otto milioni di bambini che ogni anno, vengono inghiottiti dal nulla.


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