Caso Maiorana: quinto giorno di protesta per Rossella Accardo

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Non si ferma la ricerca della verità sulla scomparsa di Antonio e Stefano Maiorana, che vi abbiamo raccontato QUI e QUI . Oggi l’avvocato Giacomo Frazzitta, che rappresenta Rossella Accardo, ha parlato col sostituto procuratore Del Bene, che è poi il Pm che ha seguito le ultime indagini. Ricordiamo che a tutt’oggi è stata richiesta per la seconda volta, dalla Procura, l’archiviazione dell’indagine, non essendo stato possibile accertare i responsabili di quello che, per i giudici, è un sequestro a scopo di estorsione. In attesa della decisione del Gip è però bastato il rischio di una seconda archiviazione a far correre Rossella Accardo a Roma: del suo presidio permanente di fronte al Tribunale di Roma vi abbiamo e vi stiamo raccontando, giorno per giorno. Lo scopo è uno solo: gridare forte che quelle indagini non possono e non devono finire, perché c’è ancora altro che può essere fatto e che deve essere fatto. Cos’ha detto Del Bene? “ La Procura è disponibile a proseguire le indagini” spiega Frazzitta “se ci sono elementi di novità. Loro il caso Maiorana ce l’hanno sempre in considerazione. Ci dobbiamo risentire tra un mese, anche perché noi vogliamo un confronto col loro consulente, per l’esame dei tabulati telefonici di quella mattina”. E’successo infatti che la Accardo e Frazzitta sono molto poco convinti dell’esame fatto, dal perito della Procura, sulla collocazione di uno dei sospettati rispetto al luogo dove fu ritrovata l’auto di Stefano Maiorana: e cioè il parcheggio dell’aeroporto di Punta Raisi. E’ un esame, quello del perito, che vorrebbero rileggere con altri criteri.

Ma la vicenda è ormai uscita fuori da casa Accardo. E’ diventata un simbolo della necessità di fare diversamente, in tutta Italia, le indagini sui casi di scomparsa. Così, domani, una piccola delegazione dei familiari degli scomparsi siciliani incontrerà la prima commissione della loro Assemblea Regionale per parlare della proposta di legge da presentare in Parlamento: l’idea è quella di istituire un Nucleo Investigativo Speciale per gli Scomparsi, una struttura specializzata che operi a livello nazionale. Non è un caso che la proposta venga proprio dalla Sicilia: è, purtroppo, una delle regioni italiane in cui è svanito nella nebbia il più alto numero di persone, in Italia. Anche una struttura specialistica può allora essere utile: e magari da questa storia di dolore, che per ora non conosce ancora giustizia, nascerà la speranza di altri.

di Fabio Sanvitale


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