Sentenza Scazzi, #1: i dubbi degli inquirenti sulla sim card e sul coinvolgimento di Sabrina Misseri

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a cura di Valentina Magrin (per contatti clicca QUI)

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18 marzo 2014

Cronaca-nera.it sta leggendo per voi le motivazioni della sentenza del processo di primo grado per l’omicidio di Sarah Scazzi. Abbiamo deciso di riportarvi alcuni dei passaggi salienti. In questo – che va da pagina 106 a pagina 109 –  viene ripercorso parte dell’interrogatorio a Michele Misseri avvenuto il 15 ottobre 2010 proprio nel garage di via Deledda, dove il contadino afferma di aver ucciso la nipote. Si tratta di un interrogatorio particolarmente importante: fino a quel momento, infatti, Michele aveva sostenuto di aver ucciso Sarah da solo, in un raptus scatenato dal fatto che il suo trattore non partiva e che Sarah, da qualche settimana, gli suscitava pensieri strani di tipo sessuale. Quel 15 ottobre, però, il reo confesso tira in ballo sua figlia Sabrina, che sarebbe stata sua complice (in seguito, lo ricordiamo, accuserà solo lei per poi ritrattare tutto). Nel passaggio che riportiamo potete notare i primi dubbi degli inquirenti, in particolare riguardo la scheda SIM del cellulare di Sarah che, la sera stessa dell’omicidio (all’epoca considerato scomparsa), Michele avrebbe cercato nel garage con l’aiuto (inconsapevole?) della figlia Sabrina. Possibile che Michele, così poco “pratico” di cellulari, si preoccupasse di una Sim Card, di cui nemmeno conosceva le fattezze? Possibile che Sabrina, la sera stessa della scomparsa della cuginetta, abbia aiutato il padre a pulire il garage?

La sera aveva provveduto a cancellare  “ i segniproprio i segni di come è accaduto – silenzio – eh… del cellulare perché era ancora a terra” (pag. 28). A domanda dell’Ufficiale di P.G. “Stai dicendo la sera stessa quando sei venuto con Sabrina per scopare qua, che avete pulito”, continuava “sì, sì.. Prima ho tolto le cose che si vedeva E poi dopo abbiamo pulito qua”, alla figlia aveva detto che ”avevo perso una cosa, Lei ammucchiava e io…  non, non, non mi ricordo se ho detto una vita del trattore, una cosa… lei ha scopato tutto qua e io con il “cranaro” mi sa che c’è ancora lì dietro…” Ciò era avvenuto verso le ore “sette, sette e mezzo…” (pag. 29).

Quindi soggiungeva che il cellulare, cadendo, si era aperto in due, che l’aveva coperto con il cartone sul momento (pag. 32) e poi, quando era tornato dal pozzo, aveva preso cellulare e batteria e la stessa sera con Sabrina aveva pulito a terra. Al P.M. che gli chiedeva (pag. 33) “E’ sicuro questo fatto? Cioè, se Sarah cade qui con le ciabatte fuori che si vedono, va bene, e Sabrina sta a metà scivolo, come fa a non vedere quello che c’era a terra? Non è che Sabrina ha visto tutto? …non è che Sabrina ha scoperto tutto e poi la sera avete scopato insieme per pulire… E’ sicuro di questo fatto? L’ha aiutata in qualche modo?, rispondeva di no, “Sicurissimo, sicurissimo”.

garage misseriA domanda riferiva che aveva poggiato la  corda sul trattore e “la sera stessa prima di venire nessuno, ho preso le ciabatte e la corda e l’ho buttata”… “l’ho portata alla spazzatura”… “prima di pulire con Sabrina”… “era buio” … “da poco aveva fatto buio” (pagg. 37,38). Quando invece aveva pulito con Sabrina “con quella poca luce che c’era si vedeva perché con la scopa abbiamo ammucchiato tutto qua”… “Cioè con quella poca luce si vedeva a fare mucchi”, chiarendo non con la luce del giorno ma con quella artificiale (pag. 38, 39).

Interveniva, poi, il seguente scambio di domande e risposte tra gli inquirenti ed il Misseri circa la carta Sim (pagg.40 e segg.)

P.M.: Ah, ma scusami Michele, io voglio capire questo, ma perché ti sei posto il problema della carta SIM, cioè il cellulare cade a terra si stacca la batteria perché tu pensi alla carta SIM? Ma tu sai che c’è la carta SIM nel cellulare? Dell’esistenza di carte SIM nel cellulare sai, tu hai mai caricato i cellulari?

Misseri: No

P.M.: hai mai messo dentro una carta SIM in un cellulari?

Uff. PG: Rispondi Signor Misseri

P.M.: E chi ti ha che questo cellulare c’era la carta SIM che dovevo cercare questa carta SIM, cioè non ho, hai capito Michele la domanda che faccio

Misseri: Ma non, non lo so  io ho pensato così

P.M.: Hai pensato cioè, come ti è venuto in mente il discorso della carta SIM

Misseri: Quasi che è cascato a terra no si è uscito tutto da fuori

P.M.: “Beh, Chi ti ha detto che c’era il rischio che la carta SIM fosse caduta a terra Michè?

Misseri: tutto da me

P.M. Miche’ chi è che ti ha detto di questa carta SIM? Sei sicuro Miche’?

Misseri: Si, sicurissimo

P.M. Non è che te l’ha detto qualcuno?

P.M. Se è caduta la batteria vedi che la SIM, l’hai fatto vedere a qualcuno questo cellulare?

Misseri: No

P.M. E ti ha detto ma la SIM dove sta?

Misseri: non l’ho fatto vedere a nessuno

P.M.: E tu come facevi a sapere dell’esistenza di questa carta SIM nel cellulare?

Misseri: Io secondo l’idea mia quando cadeva a terra che si usciva

P.M.: Sì dico, ma tu come sai che nel cellulare c’è la SIM CARD

Avvocato: Quant’è grande questa SIM CARD, lo sai  l’hai vista mai?

Misseri: no

Uff. PG: Nemmeno quella tua, quella del telefonino tuo, quel telefonino che mi facesti vedere quella sera almeno, di quella tua hai visto mai, scusa se do del tu eh…

P.M. Quindi tu SIM CARD non ne hai mai viste, e come mai quella sera ti sei posto ‘sto problema della SIM CARD

Uff. PG: Rispondi eh per piacere

P.M. Il cellulare cade a terra si stacca la batteria lo prendi, cellulare batteria e risolvi il problema? Perché ti poni il problema della Sim

Misseri: Non lo so

P.M.: Michè chi è che ti dice che là c’è una SIM CARD che non si trova?

Misseri: Siccome che io ho guardato il cellulare quando era aperto che non c’era niente

P.M. Eh si ma tu come fai a sapere che c’è una SIM CARD nel cellulare? Chi te l’ha detto?

Misseri: Nessuno”.

Nel prosieguo, con riferimento all’aiuto richiesto a Sabrina, alla domanda dell’Uff. PG3: E perché la cerchi con Sabrina?

Misseri rispondeva “Mi son fatto aiutare da Sabrina per fare i mucchietti

Uff. PG3: Perché non li sapevi fare da solo i mucchietti?

Misseri: Si perché non li potevo fare da solo

Uff. PG3: E dunque perché avevi bisogno di Sabrina?

P.M. “che poi Michele scusami, quanti mucchietti avete fatto, che qua stiamo parlando di un metro

Misseri: tre quattro mucchietti abbiamo fatto tutti

P.M.: Cioè hai fatto i mucchietti quindi era chiaro che tu stavi cercando una cosa di piccole dimensioni

Misseri: Eh

P.M. e che cosa poteva essere di piccole dimensioni che Sabrina

Uff. PG: Scusa se è avvenuto tutto in questo spazio qua che ci hai descritto prima, perché sei andato a scopare pure dietro

Misseri: No perché quando è caduta non sappiamo quando è rimbalzata (pagg. 42-45)

In seguito Misseri, a domanda, riferiva che quando era ritornato a casa aveva visto a terra nel garage cellulare e batteria, di cui si era scordato (pag. 56), di talchè li aveva presi, aveva buttato la batteria, aveva messo il cellulare in un panno. Il P.M. gli ricordava precedenti dichiarazioni in cui aveva sostenuto di aver buttato la batteria dopo aver occultato il cadavere di Sarah nel pozzo, al che egli ribadiva che quando era uscito con il cadavere di Sarah “il cellulare è rimasto qui”, “l’ho preso in un secondo tempo” e la batteria “pure” (pag. 59), ribadendo tali affermazioni ancora per due volte alle insistenze del P.M. (pagg. 60, 61), infine restando in silenzio e poi concludendo “non mi sto ricordando bene ora” (pag. 62).

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